Il trasferimento segna un passaggio procedurale cruciale

CAMPOBASSO/BENEVENTO – Si chiude la detenzione molisana per Salvatore Ocone, l'uomo reo confesso del massacro familiare avvenuto lo scorso 30 settembre a Paupisi (Benevento). Questa mattina, sabato 18 ottobre, Ocone è stato trasferito dal carcere di Campobasso a quello di Benevento, in esecuzione di una nuova misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale campano.
Il trasferimento segna un passaggio procedurale cruciale: il fascicolo d'indagine passa ora per competenza territoriale ai magistrati di Benevento, luogo in cui è stato consumato il delitto.
Salvatore Ocone è accusato di aver ucciso la moglie, Elisa Polcino, e il figlio Cosimo di 15 anni, e di aver tentato di uccidere la figlia 16enne, Antonia, miracolosamente sopravvissuta. Le prime risultanze autoptiche indicano che l'uomo avrebbe usato una grossa pietra per colpire le vittime nel sonno.
Dopo il massacro, Ocone caricò i corpi del figlio e della figlia (che credeva morta) a bordo della sua auto, fuggendo verso il Molise. La sua latitanza si è interrotta nelle campagne di Ferrazzano (Campobasso), dove è stato rintracciato e arrestato grazie a un’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia Locale.
Ocone, difeso dall'avvocato Gianni Santoro del Foro di Campobasso, affronterà ora le prossime fasi del procedimento giudiziario nel distretto competente di Benevento.








