Quattro arresti e tre denunce tra Foggia e Molise. La Procura di Larino chiude il cerchio su cinque "assalti" che hanno fruttato circa 200.000 euro tra Basso Molise, Foggiano e Basilicata.

CAMPOBASSO/LARINO – Si è conclusa all'alba di oggi l'operazione "Marmotta" condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Larino, che ha permesso di identificare e bloccare i responsabili di una serie impressionante di attacchi esplosivi ai danni di sportelli bancomat.
I militari hanno eseguito quattro misure cautelari in carcere (due dei quali erano già detenuti per reati analoghi) e denunciato altri tre componenti del sodalizio criminale, tutti di origine pugliese. La banda è ritenuta responsabile di cinque "assalti" nell'ultimo anno, che hanno fruttato un bottino complessivo stimato in circa 200.000 euro tra il Basso Molise, il Foggiano e la Basilicata.
Il nome dato all'operazione, "Marmotta", deriva dalla tecnica specialistica utilizzata dai malviventi. Questa consiste nell'inserire un piccolo contenitore metallico, chiamato appunto "marmotta", riempito di esplosivo all'interno dello sportello bancomat per farlo deflagrare e accedere al denaro.
Le indagini, definite "lunghe e complesse" e condotte con metodi tradizionali, sono partite nell'aprile dello scorso anno, a seguito di un colpo messo a segno a San Martino in Pensilis (CB).
In conferenza stampa presso il Comando Provinciale di Campobasso, con la partecipazione in videoconferenza del Procuratore Elvira Antonelli e del Sostituto Marianna Meo, sono stati illustrati i dettagli dell'inchiesta. I quattro arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato mediante l'uso di esplosivo presso sportelli bancomat.







