Il GIP chiude il caso di crudeltà domestica: due meticci salvati dalla Polizia Locale e affidati all'Enpa. Pena sospesa per l'imputato incensurato, ma scatta la confisca definitiva degli animali.

CASSINO (FR) – Catene corte meno di un metro e mezzo, nessuna ciotola per l'acqua e il digiuno forzato sotto le intemperie. Si chiude con una sentenza di condanna la drammatica vicenda di due cani meticci, vittime di un padrone crudele a Cassino. Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Domenico Di Croce, ha inflitto quattro mesi di reclusione a un cittadino cassinate per il reato di maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.).
L'indagine era partita dopo una segnalazione che ha portato la Polizia Locale, guidata dal comandante Giuseppe Acquaro, e i veterinari dell'ASL a effettuare un'ispezione d'urgenza. Ciò che i soccorritori si sono trovati davanti è stato uno spettacolo di sofferenza silenziosa: i due cani, di media taglia, erano legati a catene cortissime che impedivano loro quasi ogni movimento.
Il referto veterinario ha poi messo nero su bianco l'orrore: malnutrizione severa e deperimento funzionale. I poveri animali non avevano a disposizione né cibo né acqua, lasciati completamente alla mercé degli eventi atmosferici senza alcun riparo adeguato.
L'imputato ha scelto la via del patteggiamento. La pena base di sei mesi è stata così ridotta a quattro mesi di reclusione, grazie all'accordo tra i difensori e il Pubblico Ministero.
Essendo l'uomo incensurato, il giudice ha concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. Una decisione che porta con sé un monito: la giustizia confida nel valore "rieducativo" e dissuasivo della sentenza, affinché non vengano più commessi abusi su esseri senzienti.
Per i due meticci, il peggio è ufficialmente alle spalle. Già messi in sicurezza durante la fase delle indagini, il GIP ha ora disposto la loro confisca definitiva. Non torneranno mai più nelle mani del loro vecchio proprietario: resteranno sotto la tutela dell'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), che si occuperà di curarli e, sperabilmente, di trovare loro una famiglia capace di dare loro l'affetto che non hanno mai conosciuto.







