Piano di rientro allungato al 2028 e sblocco dell'80% dei fondi anche in caso di ritardi. La proposta Lancellotta-Lotito approda nel DL Pnrr per mettere in sicurezza i conti regionali.

CAMPOBASSO / ROMA – Una corsa contro il tempo per blindare il futuro finanziario del Molise. È quella in atto nelle commissioni parlamentari, dove è stato presentato un emendamento decisivo per salvare i 90 milioni di euro stanziati dal Governo per la sanità regionale. Non si tratta solo di sanare i conti dei reparti, ma di garantire la sopravvivenza stessa dell'Ente Regione, i cui equilibri di bilancio dipendono strettamente dal via libera a questi fondi.
Il nodo principale riguarda il disavanzo sanitario accumulato al 31 dicembre 2023. La nuova proposta normativa, a firma dei deputati D’Attis, Barelli e Lancellotta, introduce tre modifiche tecniche fondamentali per allentare la pressione sugli uffici regionali:
Proroga al 2028: La scadenza per completare la copertura del disavanzo viene posticipata di un anno, spostando l'asticella dal 2027 al 31 dicembre 2028.
Rata da 40 milioni: La quota annuale per il rientro del debito viene rideterminata. Dal 2026, la Regione dovrà accantonare 40 milioni di euro l'anno (e non più 20) per accelerare la messa in sicurezza dei conti.
Fondi "congelati" ma non persi: La modifica più rilevante riguarda l'erogazione delle risorse. Se la Regione non dovesse adempiere subito a tutti gli obblighi, l'80% dei fondi verrà sospeso e non più revocato definitivamente, permettendo il recupero delle somme una volta completati i passaggi burocratici.
L'emendamento è stato inserito nel decreto legge legato al Pnrr. Nonostante una prima bocciatura tecnica avvenuta giovedì scorso (il testo era stato inizialmente giudicato "inammissibile" per carenza di pertinenza), filtra ottimismo. Il senatore Claudio Lotito ha fatto sapere che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare il via libera politico e tecnico, con la conseguente "segnalazione" dell'emendamento per la votazione finale. Senza l'approvazione di queste righe di testo, il Molise rischierebbe di perdere definitivamente il maxi-contributo statale, con conseguenze catastrofiche sui servizi ai cittadini e sulla capacità di spesa della Regione. La strategia dei parlamentari molisani punta a dare "ossigeno" alla struttura commissariale, permettendo di gestire il debito in un arco temporale più ampio, seppur con rate annuali più pesanti.








