Rapporto CGIA Mestre: il diesel vola a +21% nel 2026. A rischio 685 agenti di commercio e 465 imprese di autotrasporto. Anche l'elettrico segna rincari record del 43%.

CAMPOBASSO – Il caro gasolio non concede tregua e mette in ginocchio il tessuto produttivo del Molise. Secondo l’ultimo report della CGIA di Mestre, i "professionisti della strada" della regione — una platea che conta oltre 1.200 operatori tra autotrasportatori, padroncini, tassisti e agenti di commercio — stanno affrontando una crisi dei costi operativi senza precedenti dall'inizio del 2026.
Dall'inizio dell'anno, il prezzo del diesel ha subito un'impennata del 20,9%, traducendosi in 34 centesimi in più al litro rispetto alle quotazioni di fine 2025. Per chi lavora quotidianamente sulla rete viaria molisana, le cifre sono drammatiche:
Il singolo pieno: Per un autocarro sotto le 7,5 tonnellate, un pieno costa oggi circa 172 euro in più.
L'aggravio annuo: La proiezione su base annuale stima un costo extra di 12.350 euro per singolo automezzo.
Incidenza sui costi: Il carburante è arrivato a pesare per il 30% sulle spese totali di gestione di un'impresa di trasporti.
Non c'è scampo nemmeno per chi ha investito nella transizione ecologica. Il monitoraggio della CGIA evidenzia un'impennata anomala dei costi dell'energia: nelle ultime tre settimane, il prezzo per una ricarica completa di un mezzo elettrico è balzato da 70 a 100 euro (+43%). Una mazzata che annulla i vantaggi competitivi dei veicoli a zero emissioni. Nonostante i tagli alle accise e i crediti d'imposta varati dal Governo, la CGIA sottolinea come queste misure siano ormai insufficienti a compensare la deriva dei prezzi. La situazione è particolarmente grave per Taxi e NCC, che operano con tariffe amministrate e non possono scaricare i rincari sull'utenza, a differenza dei corrieri o dei bus turistici che hanno maggiori margini di manovra contrattuale.







