Survey regionale: il 90% dei pazienti è over 70 con patologie multiple. Carenza di personale al 36% e posti letto oltre il 100%. Nersita: «Servono tecnologie e organici adeguati».

CAMPOBASSO – Non più reparti a "bassa intensità ", ma vere e proprie trincee assistenziali dove la complessità clinica sfida ogni giorno la carenza di risorse. È la fotografia scattata dalla survey regionale di Fadoi (Federazione dei dirigenti ospedalieri internisti), che mette a nudo le criticità strutturali dei reparti di Medicina interna negli ospedali del Molise.
I dati emersi dall'indagine descrivono una realtà assistenziale pesantissima:
Età avanzata: Quasi 9 pazienti su 10 hanno superato i 70 anni.
Comorbilità : Ogni degente presenta in media quattro patologie concomitanti, richiedendo un livello di cura classificato come "alto" o "molto alto".
Overbooking: La pressione sui posti letto è talmente costante che in diversi periodi dell'anno l'occupazione supera il 100%, costringendo i reparti a gestire pazienti in sovrannumero rispetto alla capienza ufficiale.
Il problema principale sollevato dalla Fadoi è la classificazione di questi reparti. Attualmente, le Medicine interne sono etichettate come strutture a "bassa intensità ", una definizione che secondo i medici non risponde più alle reali necessità dei pazienti e che genera un pericoloso effetto domino:
Tagli all'organico: La classificazione attuale giustifica una dotazione di personale ridotta.
Carenze record: Si stima un deficit del 36% tra medici e infermieri rispetto ai bisogni reali.
Tecnologia al palo: Mancano investimenti in strumentazioni d'avanguardia che sarebbero invece necessarie per pazienti così complessi.
A peggiorare il quadro contribuisce il cortocircuito tra ospedale e territorio. Circa il 16% dei posti letto è occupato da pazienti che sarebbero clinicamente dimissibili, ma che restano in corsia perché mancano alternative socio-assistenziali (RSA, assistenza domiciliare o strutture intermedie). Un dato che trasforma l'ospedale in un "ammortizzatore sociale" a caro prezzo.
«È urgente riclassificare le Medicine interne come reparti a medio-alta intensità di cura», sottolinea con forza Roberto Nersita, esponente Fadoi. «Bisogna adeguare organici e tecnologie alla reale complessità dei pazienti per non far collassare il sistema».








