Scheletro e cranio affiorano dagli scavi per un allaccio elettrico a Isernia. Cantiere sospeso: gli archeologi ipotizzano una sepoltura di epoca romana.

ISERNIA – La terra di Isernia torna a restituire frammenti della sua storia millenaria in modo del tutto inaspettato. In località Ravasecca, durante le operazioni di scavo condotte dai tecnici Enel per la realizzazione di un nuovo allaccio alla rete elettrica, sono affiorati alcuni resti ossei umani.
La scoperta non è passata inosservata agli occhi dell'archeologo incaricato della sorveglianza dei lavori, il quale ha immediatamente individuato parti significative dello scheletro, tra cui un cranio parzialmente conservato.
Secondo le prime indiscrezioni trapelate dal cantiere, la tipologia del ritrovamento e la profondità dei resti suggeriscono che possa trattarsi di una sepoltura di epoca romana. Isernia, l'antica Aesernia, non è nuova a simili ritrovamenti fuori dal centro storico, a conferma di un territorio densamente antropizzato già in antichità.
In linea con le procedure di tutela previste per l'archeologia preventiva, il cantiere è stato momentaneamente sospeso. L'area è ora a disposizione della Soprintendenza per i rilievi scientifici necessari a determinare con precisione:
La datazione: Per confermare il periodo storico del reperto.
L'età e il profilo: Per risalire alle caratteristiche biologiche del soggetto rinvenuto. Il protocollo prevede ora una pulizia accurata del reperto e un'analisi stratigrafica del terreno circostante. Solo dopo il nulla osta delle autorità competenti e l'eventuale rimozione dei resti per scopi di studio, i lavori per l'allaccio elettrico potranno riprendere regolarmente.







