Il Sindaco di Isernia ottiene i verbali del Tavolo tecnico: «Salvi Punto Nascita ed Emodinamica, ma il Ministero denuncia troppi incarichi dirigenziali e favori ai privati».

ISERNIA – Non accenna a smontare la sua tenda di protesta, simbolo di una resistenza che dura ormai dalla fine dello scorso anno. Il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, torna all'attacco della struttura commissariale dopo aver visionato i documenti ufficiali del Tavolo DM 70 (il tavolo tecnico ministeriale tenutosi a dicembre).
Il verdetto che arriva da Roma è un mix di sollievo per i servizi essenziali e di durissima condanna per la gestione politica e amministrativa della sanità molisana.
Dal verbale ottenuto dal primo cittadino emerge una prima, fondamentale conferma: i tecnici ministeriali hanno riconosciuto l'importanza strategica di due reparti chiave del "Veneziale":
Punto Nascita: blindato dalla valutazione tecnica.
Laboratorio di Emodinamica: confermato come presidio salvavita per il territorio.
«Roma conferma l’importanza di questi reparti, ma boccia anni di gestione regionale poco oculata», ha commentato Castrataro, sottolineando come la verità stia finalmente venendo a galla.
Il documento non risparmia critiche feroci alla struttura commissariale molisana. Secondo quanto riferito dal Sindaco, i tecnici romani avrebbero rilevato diverse anomalie:
Iper-dirigenza: Segnalati troppi incarichi dirigenziali conferiti negli ultimi anni, che avrebbero gonfiato i costi senza migliorare i servizi.
Sbilanciamento verso il privato: Il Ministero avrebbe bocciato alcune proposte della struttura commissariale che tendevano a potenziare ulteriormente la sanità privata convenzionata a discapito di quella pubblica.
Impegni disattesi: Risulterebbero ancora inevase diverse prescrizioni che la Regione avrebbe dovuto attuare per risanare il debito e migliorare l'offerta.
Castrataro lancia poi un monito alla politica regionale, avvertendo del rischio di una "guerra tra poveri" per la spartizione delle risorse tra i vari ospedali pubblici del Molise. «La politica seria sa che tagliando ancora si tolgono servizi essenziali. Non permetteremo che questa diventi una lotta fra reparti», ha incalzato dalla sua tenda, ribadendo che la cattiva gestione continua a produrre debito senza garantire il diritto alla cura.







