Mobilitazione nazionale di quotidiani, agenzie e TV. Assostampa Molise accusa gli editori: «No all'equo compenso e attacchi alla professione. Va difesa la dignità del lavoro».

CAMPOBASSO – Il mondo dell'informazione italiana incrocia le braccia. Il prossimo 27 marzo, i giornalisti torneranno a scioperare per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, fermo ormai dal lontano 2016. Una protesta che punta il dito contro la chiusura della Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) dinanzi alle richieste della categoria.
La mobilitazione, come comunicato dal presidente di Assostampa Molise, Giuseppe Di Pietro, coinvolgerà quotidiani, periodici, agenzie di stampa, testate online nazionali, radio e televisioni che applicano il contratto FNSI-Fieg.
Al centro della vertenza non c'è solo l'adeguamento salariale legato all'inflazione, ma la tenuta stessa del sistema democratico. Secondo la nota di Assostampa, il mancato rinnovo per un intero decennio calpesta la dignità dei professionisti, sia dipendenti che autonomi.
I punti chiave della mobilitazione:
Equo compenso: Necessità urgente di tariffe dignitose per i collaboratori autonomi e precari.
Contrasto alle fake news: Senza un contratto solido, l'informazione rischia di diventare preda della manipolazione dei colossi del web.
Indipendenza: Un giornalista non adeguatamente retribuito è un lavoratore più vulnerabile e meno autonomo.
Giuseppe Di Pietro solleva anche il tema delle pressioni esterne che minano il lavoro dei cronisti.
«La categoria è sotto pressione per gli attacchi della politica e per le querele temerarie», spiega il presidente. «Chi ricorre in tribunale per intimidire i giornalisti oggi non paga nulla in caso di sconfitta, un meccanismo che va cambiato per tutelare il diritto di cronaca».
Per quanto riguarda il panorama locale, Assostampa Molise pone l'accento sulla normativa regionale. La legge a favore dell’editoria varata nel 2015 mostra ormai "crepe e distonie evidenti" che necessitano di un superamento immediato per garantire un giornalismo professionale e di qualità sul territorio. La chiusura della nota di Di Pietro è un appello alla cittadinanza: il giornalismo di qualità non è un privilegio di casta, ma una componente essenziale di un Paese moderno. Difendere il contratto dei giornalisti significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati in modo autorevole e verificato.








