Giornata da dimenticare sulla tratta Isernia-Campobasso e verso Napoli. Bus sostitutivi insufficienti e proteste per gli abbonamenti: «Paghiamo per un servizio che non esiste».

ISERNIA / CAMPOBASSO – Non c’è pace per i pendolari molisani. La mattinata di oggi, 26 marzo 2026, si è trasformata nell'ennesimo calvario per centinaia di lavoratori e studenti, rimasti a piedi a causa di una serie di guasti tecnici e cancellazioni improvvise che hanno paralizzato i collegamenti ferroviari regionali e quelli verso la Campania.
Il cuore del disservizio ha riguardato il treno regionale 23384. Il convoglio, che avrebbe dovuto garantire il collegamento tra i due capoluoghi, ha subito la cancellazione della tratta Isernia-Boiano, terminando la corsa nel capoluogo pentro.
Situazione speculare per chi viaggiava da Vairano: il treno è giunto a Isernia ed è stato definitivamente soppresso, costringendo i passeggeri a soluzioni di fortuna. Chi era diretto a Napoli ha dovuto fare i conti con un bus sostitutivo partito da Boiano che ha accumulato oltre 60 minuti di ritardo, polverizzando ogni tabella di marcia lavorativa.
Oltre ai guasti odierni, esplode la rabbia per la gestione dei mezzi alternativi. Ai microfoni di isNews, i viaggiatori hanno denunciato una cronica sottostima della capienza degli autobus:
Il caso: Solo due giorni fa, sulla corsa delle 16:50 da Campobasso, oltre 60 passeggeri sono stati accalcati su un bus da soli 55 posti.
La conseguenza: L'attesa forzata di un secondo mezzo, reperito solo all'ultimo istante, ha causato un arrivo a Isernia con quasi mezz'ora di ritardo, rendendo vani gli sforzi di chi sceglie il mezzo pubblico per puntualità.
Al danno logistico si aggiunge la beffa economica. I pendolari lamentano l'impossibilità di ottenere rimborsi per le corse cancellate, nonostante il possesso di regolari (e costosi) abbonamenti.
«Siamo stanchi di giustificazioni tecniche poco trasparenti», dichiarano gli utenti. «Paghiamo un servizio che ormai è diventato un terno al lotto. Le soppressioni sono la norma, non l'eccezione». La situazione dei trasporti su ferro in Molise sembra essere arrivata a un punto di non ritorno. Le associazioni dei pendolari annunciano nuove forme di protesta per chiedere un tavolo tecnico urgente con la Regione e Trenitalia, al fine di garantire standard minimi di dignità per chi, ogni giorno, prova semplicemente a raggiungere il proprio posto di studio o di lavoro.







