Il verdetto non placa le tensioni: centrodestra diviso tra la "spallata" per il voto anticipato e l'ipotesi di un rimpasto con la Sindaca Forte. Vertice dei partiti in arrivo.

CAMPOBASSO – Il pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso di Aldo De Benedittis salvaguardando la legislatura, anziché portare stabilità ha innescato una nuova ondata di fibrillazioni a Palazzo San Giorgio. La politica cittadina si ritrova sospesa in un limbo, aggravato dall'esito del recente Referendum, con una maggioranza che continua a fare i conti con lo spettro dell'anatra zoppa.
All'interno dell'opposizione si profilano due strategie diametralmente opposte, che riflettono le diverse anime della coalizione:
I Falchi (La Spallata): Spinti dai vertici nazionali, i consiglieri più intransigenti puntano alla mozione di sfiducia. L'obiettivo è far cadere la sindaca Marialuisa Forte per forzare elezioni anticipate (autunno 2026 o primavera 2027), accettando il rischio di un lungo commissariamento prefettizio.
Le Colombe (La Mediazione): Una parte della minoranza teme il blocco amministrativo derivante dal commissario e preferisce la via del dialogo. L'idea è un rimpasto di Giunta che porti uno o due assessorati al centrodestra, stabilizzando l'aula.
La fragilità dell'area progressista, priva di una maggioranza solida dopo la rottura con il "Cantiere Civico", apre le porte a scenari inediti:
Grand Coalition: Un esecutivo di salute pubblica aperto a tutte le forze presenti in aula.
Il Ribaltone: Il passaggio singolo di alcuni consiglieri d'opposizione nelle file della maggioranza, con conseguente rottura dei blocchi elettorali.
Assessori in bilico: In caso di accordo, alcuni attuali membri della Giunta Forte potrebbero dover cedere il posto ai nuovi alleati di centrodestra.
La partita si sposta ora sul piano dei vertici politici. Per l'inizio della prossima settimana è stata convocata una riunione dei segretari del centrodestra. Dal tavolo dovrà emergere una linea comune: staccare la spina o tentare di governare entrando nell'esecutivo.
Resta l'incognita della tenuta dei singoli consiglieri: a Palazzo San Giorgio i "franchi tiratori" e i colpi di scena dell'ultimo minuto sono ormai una tradizione.








