Dalla realtà locale di Matrice ai vertici nazionali: il futuro del dono passa per la digitalizzazione e il coinvolgimento dei giovani. «Un sistema informatico unico per abbattere la burocrazia e sostenere le sedi».

MATRICE / CAMPOBASSO – In un mondo che cambia rapidamente, anche il volontariato deve evolversi senza però smarrire la propria anima. Ne abbiamo parlato con Giulia Minnillo, figura di riferimento del mondo AVIS: Presidente della comunale di Matrice, consigliera regionale in Molise e delegata nazionale per Giovani e Informatica. Un impegno che attraversa ogni livello dell'associazione, dal contatto umano sul territorio alle strategie digitali per l'intero Paese.
L'Impegno sul Territorio
D: Presidente Minnillo, partiamo dalle basi: che cos’è AVIS e qual è la sua missione oggi?Â
R: AVIS è una grande associazione che da quasi un secolo promuove la cultura della donazione di sangue e plasma — un gesto che deve essere volontario, anonimo, gratuito e periodico. Il nostro obiettivo primario è garantire l’autosufficienza del sistema sanitario, ma vogliamo anche diffondere valori come la solidarietà e il senso civico. Donare sangue significa salvare vite e, contemporaneamente, costruire una società più consapevole.
D: Lei guida la sede di Matrice. Come si traduce questa missione nella realtà di una comunale?Â
R: A livello locale, AVIS è innanzitutto comunità . Organizziamo raccolte, sensibilizziamo le scuole e lavoriamo con altre associazioni. La "comunale" è il primo punto di contatto con il donatore: è qui che si costruisce la fiducia e il senso di appartenenza. Senza il lavoro capillare delle realtà locali, l’intera struttura nazionale semplicemente non potrebbe esistere.
D: Salendo di livello, qual è invece il ruolo del coordinamento regionale?Â
R: Il livello regionale armonizza le attività sul territorio e garantisce standard organizzativi elevati. Funge da ponte: porta le esigenze e le buone pratiche che nascono "dal basso" verso il livello nazionale, promuovendo progettualità condivise tra le diverse province.
Le Sfide Nazionali: Giovani e RUNTS
D: Guardando all’Italia nel suo complesso, quali sono le sfide più urgenti?Â
R: Oltre all'autosufficienza di sangue e plasma, c’è un tema culturale. Dobbiamo mantenere viva la cultura del dono in una società che muta velocemente. Poi ci sono le sfide burocratiche: il nuovo registro del Terzo Settore (RUNTS) richiede alle associazioni competenze sempre più tecniche e una strutturazione rigorosa.
D: Lei ha una delega nazionale proprio sui Giovani. Quanto conta il ricambio generazionale?Â
R: È vitale. Non è solo una necessità di organico, ma un cambiamento di linguaggio. I giovani portano nuove energie. Il nostro compito è coinvolgerli non solo come donatori, ma come veri protagonisti e futuri dirigenti, formandoli affinché siano pronti a guidare l'associazione con consapevolezza.
D: Come si forma questa nuova leadership?Â
R: Crediamo molto nella formazione civica e valoriale, oltre che tecnica. Il volontariato è una palestra di cittadinanza attiva: s'impara il lavoro di squadra e la responsabilità . Investire nei giovani dirigenti significa investire nel futuro della società stessa.
La Rivoluzione Digitale
D: L’altra sua delega nazionale riguarda l’Informatica. Cosa bolle in pentola?Â
R: Stiamo lavorando a un progetto ambizioso: un sistema informatico unico per tutte le AVIS d’Italia, dalla più piccola alla più grande. L’obiettivo è digitalizzare i processi per ridurre la burocrazia e alleggerire il carico di lavoro che grava sulle spalle dei volontari.
D: Quali saranno i vantaggi concreti per le sedi locali?Â
R: Avremo una gestione dei dati più efficiente e processi uniformi. Questo sistema permetterà di rispondere meglio agli obblighi del RUNTS, risparmiando tempo prezioso che potrà essere reinvestito nella nostra attività principale: il contatto umano con i donatori e la promozione del dono.
D: Un ultimo messaggio per i nostri lettori?
 R: Donare sangue è un gesto semplice ma straordinario. Invito tutti, specialmente i ragazzi, ad avvicinarsi ad AVIS: non solo per donare, ma per diventare parte attiva di una comunità che ogni giorno fa davvero la differenza.









