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🩸 AVIS, tra innovazione e ricambio generazionale: l'intervista a Giulia Minnillo

2026-03-31 13:29

Gildo Palombo

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🩸 AVIS, tra innovazione e ricambio generazionale: l'intervista a Giulia Minnillo

Le Sfide Nazionali: Giovani e RUNTS

Dalla realtà locale di Matrice ai vertici nazionali: il futuro del dono passa per la digitalizzazione e il coinvolgimento dei giovani. «Un sistema informatico unico per abbattere la burocrazia e sostenere le sedi».

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MATRICE / CAMPOBASSO – In un mondo che cambia rapidamente, anche il volontariato deve evolversi senza però smarrire la propria anima. Ne abbiamo parlato con Giulia Minnillo, figura di riferimento del mondo AVIS: Presidente della comunale di Matrice, consigliera regionale in Molise e delegata nazionale per Giovani e Informatica. Un impegno che attraversa ogni livello dell'associazione, dal contatto umano sul territorio alle strategie digitali per l'intero Paese.

L'Impegno sul Territorio

D: Presidente Minnillo, partiamo dalle basi: che cos’è AVIS e qual è la sua missione oggi? 

R: AVIS è una grande associazione che da quasi un secolo promuove la cultura della donazione di sangue e plasma — un gesto che deve essere volontario, anonimo, gratuito e periodico. Il nostro obiettivo primario è garantire l’autosufficienza del sistema sanitario, ma vogliamo anche diffondere valori come la solidarietà e il senso civico. Donare sangue significa salvare vite e, contemporaneamente, costruire una società più consapevole.

D: Lei guida la sede di Matrice. Come si traduce questa missione nella realtà di una comunale? 

R: A livello locale, AVIS è innanzitutto comunità. Organizziamo raccolte, sensibilizziamo le scuole e lavoriamo con altre associazioni. La "comunale" è il primo punto di contatto con il donatore: è qui che si costruisce la fiducia e il senso di appartenenza. Senza il lavoro capillare delle realtà locali, l’intera struttura nazionale semplicemente non potrebbe esistere.

D: Salendo di livello, qual è invece il ruolo del coordinamento regionale? 

R: Il livello regionale armonizza le attività sul territorio e garantisce standard organizzativi elevati. Funge da ponte: porta le esigenze e le buone pratiche che nascono "dal basso" verso il livello nazionale, promuovendo progettualità condivise tra le diverse province.

Le Sfide Nazionali: Giovani e RUNTS

D: Guardando all’Italia nel suo complesso, quali sono le sfide più urgenti? 

R: Oltre all'autosufficienza di sangue e plasma, c’è un tema culturale. Dobbiamo mantenere viva la cultura del dono in una società che muta velocemente. Poi ci sono le sfide burocratiche: il nuovo registro del Terzo Settore (RUNTS) richiede alle associazioni competenze sempre più tecniche e una strutturazione rigorosa.

D: Lei ha una delega nazionale proprio sui Giovani. Quanto conta il ricambio generazionale? 

R: È vitale. Non è solo una necessità di organico, ma un cambiamento di linguaggio. I giovani portano nuove energie. Il nostro compito è coinvolgerli non solo come donatori, ma come veri protagonisti e futuri dirigenti, formandoli affinché siano pronti a guidare l'associazione con consapevolezza.

D: Come si forma questa nuova leadership? 

R: Crediamo molto nella formazione civica e valoriale, oltre che tecnica. Il volontariato è una palestra di cittadinanza attiva: s'impara il lavoro di squadra e la responsabilità. Investire nei giovani dirigenti significa investire nel futuro della società stessa.

La Rivoluzione Digitale

D: L’altra sua delega nazionale riguarda l’Informatica. Cosa bolle in pentola? 

R: Stiamo lavorando a un progetto ambizioso: un sistema informatico unico per tutte le AVIS d’Italia, dalla più piccola alla più grande. L’obiettivo è digitalizzare i processi per ridurre la burocrazia e alleggerire il carico di lavoro che grava sulle spalle dei volontari.

D: Quali saranno i vantaggi concreti per le sedi locali? 

R: Avremo una gestione dei dati più efficiente e processi uniformi. Questo sistema permetterà di rispondere meglio agli obblighi del RUNTS, risparmiando tempo prezioso che potrà essere reinvestito nella nostra attività principale: il contatto umano con i donatori e la promozione del dono.

D: Un ultimo messaggio per i nostri lettori?

 R: Donare sangue è un gesto semplice ma straordinario. Invito tutti, specialmente i ragazzi, ad avvicinarsi ad AVIS: non solo per donare, ma per diventare parte attiva di una comunità che ogni giorno fa davvero la differenza.

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