Tradizione e natura nell'area agricola protetta. L'appello del Presidente Iannucci: «Divertitevi, ma rispettate l'ambiente. Il Parco è un patrimonio di tutti».

VENAFRO (IS)– Dopo i giorni difficili del maltempo, Venafro si prepara a ritrovare il suo rito collettivo più amato: la Pasquetta venafrana. L’appuntamento è fissato per martedì 7 aprile tra i sentieri e gli uliveti secolari dell’Ente Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo, un luogo che è molto più di una meta turistica, essendo il simbolo dell'identità agricola del territorio.
Migliaia di visitatori sono attesi per una giornata all'aria aperta che coniuga convivialità , scampagnate e un legame profondo con il paesaggio rurale molisano.
Per gestire l’afflusso di comitive e famiglie, l’Ente Parco ha predisposto un piano di accoglienza mirato a garantire il decoro e la funzionalità dell'area:
Servizi Igienici: Come nelle scorse edizioni, saranno installati bagni chimici in punti strategici per supportare le esigenze logistiche dei partecipanti durante l’intera giornata.
Aree Verdi: Gli uliveti storici restano il palcoscenico principale, offrendo scorci suggestivi per i tradizionali picnic.
Nonostante lo spirito di festa, il tema della tutela ambientale resta la priorità assoluta. Il Presidente dell’Ente Parco, Fabio Iannucci, ha lanciato un messaggio accorato, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni:
«La Pasquetta deve essere un momento di gioia, ma non a discapito della natura. Invito tutti, specialmente i più giovani, a raccogliere ogni rifiuto e ad avere cura di questo patrimonio. Piccoli gesti di civiltà fanno la differenza per preservare la bellezza del nostro Parco».L'iniziativa non è solo un evento ludico, ma parte di un percorso più ampio di sensibilizzazione civica promosso dal Parco. L'obiettivo è trasformare ogni visitatore in un "custode" della biodiversità locale, rafforzando il legame tra la comunità e un'area di inestimabile valore storico e naturalistico. Vivere il Parco è un diritto, proteggerlo è un dovere di ogni cittadino.






