Svolta drammatica nelle ricerche del 53enne di Bisceglie: i detriti dell'auto incastrati tra i piloni confermano il coinvolgimento nel crollo. La telefonata alla moglie interrotta dal boato.

MONTENERO DI BISACCIA (CB) – Il fiume Trigno inizia a restituire i primi, tragici frammenti del disastro, ma il corpo di Domenico Racanati resta ancora prigioniero del fango e della corrente. Le ricerche del 53enne pugliese, scomparso nella mattinata di giovedì, sono proseguite senza sosta per tutta la notte e nelle prime ore di oggi, sabato 4 aprile 2026.
L'uomo stava percorrendo la Statale 16 diretto a Ortona quando la campata del viadotto è ceduta sotto le ruote della sua Fiat Bravo.
Nelle ultime ore, le squadre di soccorso hanno individuato i primi riscontri oggettivi della tragedia. Incastrati tra un pilone del ponte e il tronco di un albero trascinato dalla piena, sono stati recuperati:
La targa del veicolo: Il metallo contorto corrisponde a quello della vettura di Racanati.
Un paraurti: Il pezzo meccanico, staccatosi nell'impatto con l'acqua o con le macerie, conferma che l'auto è stata letteralmente smembrata dalla forza d'urto e dalla corrente.
Questi reperti localizzano con precisione il punto d'impatto, ma la vettura e il suo conducente potrebbero essere stati trascinati molto più a valle.
Si fa sempre più nitida la dinamica degli ultimi istanti di vita del 53enne. Secondo la testimonianza della figlia, Domenico era al telefono con la moglie proprio mentre attraversava il confine tra Molise e Abruzzo.
"La chiamata si è interrotta all'improvviso, senza un grido, solo il silenzio". Un dettaglio che non lascia quasi più spazio alla speranza e che coincide perfettamente con l'orario del cedimento strutturale.
Il dispositivo di ricerca dei Vigili del Fuoco opera su più fronti per superare l'ostacolo delle acque torbide:
Squadre di terra: Setacciano le sponde del fiume alla ricerca di ulteriori oggetti o tracce.
Droni e Mezzi Aerei: Sorvolano l'intero corso del Trigno fino alla foce, utilizzando telecamere ad alta risoluzione per individuare anomalie termiche o riflessi metallici nel fango.
Sommozzatori: In attesa che la visibilità subacquea permetta un'immersione sicura nei pressi della campata crollata. Mentre i soccorritori lottano contro il tempo, la Procura di Larino ha già acquisito i reperti ritrovati per sottoporli a perizia. Ogni frammento recuperato servirà a ricostruire la dinamica del crollo e a stabilire se vi siano state negligenze fatali nella gestione della sicurezza del viadotto.





