Il Presidente della Provincia di Isernia e Sindaco di Agnone scuote le Istituzioni dopo il disastro: «Siamo fragili perché siamo stati tagliati. La Costituzione garantisca equità , non solo promesse davanti alle telecamere».

AGNONE (IS) – Non è solo un bilancio dei danni, è un atto d’accusa politico e morale quello lanciato da Daniele Saia. Il Presidente della Provincia di Isernia e Sindaco di Agnone, portavoce di un territorio ferito da frane e isolamento, ha rotto il silenzio con un grido d’aiuto diretto ai vertici del Paese.
Le piogge eccezionali degli ultimi giorni hanno messo a nudo la vulnerabilità estrema della montagna molisana, ma per Saia la colpa non è solo della natura: è di una politica che per anni ha proceduto a colpi di sottrazione.
Saia descrive una comunitĂ che non chiede caritĂ , ma giustizia. Una comunitĂ abituata a "stringere i denti" in luoghi dove altri vedrebbero solo ostacoli insormontabili.
«Siamo abituati a resistere – attacca il Presidente – ma la nostra capacità di soffrire non può diventare la scusa del Governo per lasciarci soli. Ai più fragili non si chiede di farcela con le proprie forze, si garantisce sostegno. à questo il dovere di uno Stato degno di questo nome».
Secondo il primo cittadino, il disastro idrogeologico di queste ore è il risultato finale di decenni di disinvestimento sistematico nelle aree interne.
Tagli lineari: SanitĂ ridotta all'osso, trasporti inefficienti e mobilitĂ negata.
Manutenzione assente: Risorse scarse per territori vasti e complessi che richiederebbero cure costanti.
L'effetto domino: Ogni taglio ha aumentato la fragilitĂ del terreno e delle infrastrutture, rendendo inevitabile il collasso davanti all'emergenza.
Saia pone al Paese un interrogativo di natura etica, citando i principi fondanti della Repubblica.
«Che Paese vogliamo essere? Quello che aiuta i cittadini svantaggiati o quello che li dimentica? La risposta è nella nostra Costituzione: equità sostanziale. Se lo Stato vuole essere all'altezza della sua Carta fondamentale, deve dimostrare di esserci ora». L'appello di Saia arriva proprio mentre la conta dei danni tra Agnone, Capracotta e i comuni limitrofi raggiunge livelli record. La richiesta è chiara: non servono solo passerelle elettorali o solidarietà di facciata durante le alluvioni, ma un cambio di rotta radicale che riconosca ai cittadini della montagna molisana gli stessi diritti di chi vive nelle grandi metropoli.





