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📢 L’urlo di Daniele Saia allo Stato: «La nostra resilienza non sia l’alibi per il vostro abbandono»

2026-04-04 14:31

Redazione

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📢 L’urlo di Daniele Saia allo Stato: «La nostra resilienza non sia l’alibi per il vostro abbandono»

📉 Cronaca di una fragilità annunciata

Il Presidente della Provincia di Isernia e Sindaco di Agnone scuote le Istituzioni dopo il disastro: «Siamo fragili perché siamo stati tagliati. La Costituzione garantisca equità, non solo promesse davanti alle telecamere».

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AGNONE (IS) – Non è solo un bilancio dei danni, è un atto d’accusa politico e morale quello lanciato da Daniele Saia. Il Presidente della Provincia di Isernia e Sindaco di Agnone, portavoce di un territorio ferito da frane e isolamento, ha rotto il silenzio con un grido d’aiuto diretto ai vertici del Paese.

Le piogge eccezionali degli ultimi giorni hanno messo a nudo la vulnerabilità estrema della montagna molisana, ma per Saia la colpa non è solo della natura: è di una politica che per anni ha proceduto a colpi di sottrazione.

Saia descrive una comunitĂ  che non chiede caritĂ , ma giustizia. Una comunitĂ  abituata a "stringere i denti" in luoghi dove altri vedrebbero solo ostacoli insormontabili.

«Siamo abituati a resistere – attacca il Presidente – ma la nostra capacità di soffrire non può diventare la scusa del Governo per lasciarci soli. Ai più fragili non si chiede di farcela con le proprie forze, si garantisce sostegno. à questo il dovere di uno Stato degno di questo nome».

Secondo il primo cittadino, il disastro idrogeologico di queste ore è il risultato finale di decenni di disinvestimento sistematico nelle aree interne.

Tagli lineari: SanitĂ  ridotta all'osso, trasporti inefficienti e mobilitĂ  negata.

Manutenzione assente: Risorse scarse per territori vasti e complessi che richiederebbero cure costanti.

L'effetto domino: Ogni taglio ha aumentato la fragilitĂ  del terreno e delle infrastrutture, rendendo inevitabile il collasso davanti all'emergenza.

Saia pone al Paese un interrogativo di natura etica, citando i principi fondanti della Repubblica.

«Che Paese vogliamo essere? Quello che aiuta i cittadini svantaggiati o quello che li dimentica? La risposta è nella nostra Costituzione: equità sostanziale. Se lo Stato vuole essere all'altezza della sua Carta fondamentale, deve dimostrare di esserci ora». L'appello di Saia arriva proprio mentre la conta dei danni tra Agnone, Capracotta e i comuni limitrofi raggiunge livelli record. La richiesta è chiara: non servono solo passerelle elettorali o solidarietà di facciata durante le alluvioni, ma un cambio di rotta radicale che riconosca ai cittadini della montagna molisana gli stessi diritti di chi vive nelle grandi metropoli.