Vertice d'urgenza nel Municipio adriatico con il Presidente Roberti e il Sindaco Balice. Presenti parlamentari, autorità e imprenditori del Cosib per valutare l'impatto del maltempo sul polo industriale.

TERMOLI (CB) – Il cuore operativo della gestione dell’emergenza si è spostato nel tardo pomeriggio di oggi a Termoli. Il Capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano, è giunto nella città adriatica dopo un intenso tour nei luoghi della regione più duramente colpiti dalle precipitazioni record degli ultimi giorni.
Accompagnato dal Governatore Francesco Roberti, Ciciliano è stato accolto nella sala consiliare del Municipio dal Sindaco Nicola Balice, in un vertice che ha riunito i massimi esponenti delle istituzioni e del mondo produttivo locale.
L'incontro ha visto la partecipazione di una nutrita delegazione di rappresentanti politici e tecnici, a testimonianza della gravità della situazione:
Parlamentari: L'onorevole Elisabetta Lancellotta e il senatore Costanzo Della Porta.
Regione e Provincia: L'assessore alle Infrastrutture Michele Marone, unitamente alla giunta e ai consiglieri comunali di Termoli.
Sicurezza: Il Prefetto di Campobasso, Michela Lattarulo, insieme ai vertici delle Forze dell'Ordine.
Economia: Il presidente del Cosib, Pierdonato Silvestri, accompagnato da una delegazione di imprenditori del Consorzio Industriale della Valle del Biferno.
Il sopralluogo di Ciciliano non è stato solo formale. Il Capo Dipartimento ha voluto ascoltare direttamente la voce degli imprenditori del Cosib, le cui aziende hanno subito allagamenti e stop alla produzione.
«Siamo qui per fare il punto e coordinare gli interventi necessari – è il messaggio emerso dal tavolo – per garantire che le infrastrutture strategiche del Basso Molise tornino operative in sicurezza». La presenza di Ciciliano a Termoli segna un passo decisivo verso la formalizzazione della richiesta di Stato di Emergenza nazionale. La ricognizione effettuata servirà a quantificare i fondi necessari non solo per il ripristino delle strade e del viadotto sul Trigno, ma anche per il ristoro delle attività produttive del Nucleo Industriale, motore economico dell'intera regione.





