La presidente dell'Ordine Gemma Barone pronta a dialogare con la comunità attraverso strumenti culturali per avvicinare le persone al mondo delle professioni tecniche in modo diverso: evento trasmesso anche in radio

ISERNIA - Charles Papa fa i conti col tempo perché alcuni segreti non vogliono essere dimenticati: nella nuova narrazione "La taverna del vicolo sbagliato" emergono rivelazioni, legami e verità rimaste in sospeso. Prosegue il ciclo d'incontri nei Comuni molisani per la presentazione del capitolo conclusivo della trilogia dedicata al tempo.
Prossimo appuntamento a Isernia, venerdì 10 aprile alle ore 16:30, nella sala conferenze dell'Ordine dei commercialisti, in corso Risorgimento, 6.
Con questo evento la presidente dell'Ordine Gemma Barone intende dialogare in modo differente con la società civile attraverso strumenti culturali che non per forza devono trattare temi tecnici, ma che riescono ad avvicinare al mondo della professione di commercialista, tutta la comunità.
Sarà possibile seguire l'evento anche su Disisradio all'indirizzo www.disisradio.com oppure scaricando l'app di Disisradio. Dialogherà con Papa Andrea Garzanti.
Se in Sette giorni lo scrittore ha esplorato la compressione temporale con la storia di Andrea Nyman, dj alle prese con una settimana che condensava un'intera esistenza, e in Nuova Stoccolma ha spinto verso territori distopici e metafisici, con La taverna del vicolo sbagliato Papa compie un audace salto indietro. O forse no: perché in questo romanzo il tempo smette di essere una linea e diventa "una soglia da attraversare".
Il racconto si sviluppa su due piani temporali paralleli. Nel 1827, una taverna nascosta nella Foresta Nera accoglie Lorraine Taquinze, custode di un "sapere antico, fragile e pericoloso". Nel presente, William Doyle, manager di successo in fuga da un matrimonio fallito, scopre un enigmatico libro giapponese legato alla misteriosa Confraternita della Pietà. Due epoche, due vite apparentemente distanti che iniziano a riflettersi l'una nell'altra, creando un gioco di specchi che interroga il lettore su cosa ci lega davvero alle generazioni passate.
Papa, dj e speaker radiofonico italo-britannico, ha costruito una trilogia dove il tempo non è solo uno sfondo, ma il vero motore narrativo. Nei primi due romanzi ha esplorato la compressione e la dilatazione fantascientifica, adesso invece sceglie la simultaneità: passato e presente che si interrogano e si completano.
La critica lo ha paragonato a Nick Hornby per la capacità di descrivere "le sofferenze e la leggerezza, a volte superficiale, dell'uomo contemporaneo". Ma Papa porta con sé un elemento distintivo: la musica. Non solo come colonna sonora suggerita, ma come filosofia narrativa.
Il ritmo delle sue pagine richiama quello di un dj set: alternanze, climax, pause meditate. E la taverna del titolo potrebbe essere letta come un club fuori dal tempo, dove si incrociano destini invece che playlist, dove il sapere antico si tramanda come un vinile raro.
Sette giorni era il romanzo dell'urgenza, Nuova Stoccolma quello della fuga, La taverna del vicolo sbagliato è l'opera della riconciliazione. Non solo con il proprio passato personale, ma con il Passato in senso assoluto: quella dimensione dove i nostri antenati hanno seminato i segreti che noi, senza saperlo, stiamo raccogliendo.
A pubblicare l'intera trilogia è BigBox Edizioni, casa editrice molisana diretta da Mario Scatolone, che negli ultimi anni si è distinta per un catalogo attento alla narrativa di qualità. La scelta di affidare un progetto così articolato a questa realtà editoriale testimonia la capacità di BigBox di sostenere opere ambiziose e di lungo respiro, rappresentando un esempio virtuoso di come l'editoria indipendente possa coniugare radicamento territoriale e respiro nazionale.







