La Giunta Regionale approva la delibera n. 93: l'entità dei disastri supera le risorse ordinarie. Dal ponte sul Trigno alla frana di Petacciato, il dossier passa ora al Governo.

CAMPOBASSO – Il Molise rompe gli indugi e formalizza la richiesta di aiuto a Roma. Con la delibera di Giunta n. 93, approvata nella mattinata di oggi, l’esecutivo regionale ha dichiarato ufficialmente l’eccezionalità dell’ondata di maltempo che nell’ultima settimana ha devastato il territorio.
I report del Centro Funzionale, datati 5 e 8 aprile, tracciano un quadro inequivocabile: un'emergenza idraulica e idrogeologica senza precedenti che ha travolto infrastrutture strategiche, paralizzato l'economia e costretto centinaia di cittadini ad abbandonare le proprie case.
La decisione di invocare lo Stato di Emergenza Nazionale nasce dalla consapevolezza che la Regione e gli enti locali non possono reggere l'urto finanziario della ricostruzione.
L'obiettivo: Attivare i poteri straordinari del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e sbloccare fondi speciali.
I danni: La ricognizione è già partita tra Comuni, Province e consorzi per quantificare i costi di ripristino di strade, argini e reti di servizio.
Il documento inviato al Consiglio dei Ministri elenca i nodi critici che hanno spezzato la regione:
Viabilità Nazionale: Il crollo del ponte sul Trigno (SS16) e il risveglio della frana di Petacciato, che ha isolato il Sud chiudendo l'autostrada A14 e i binari adriatici.
Produzione: La chiusura precauzionale del Nucleo Industriale della Valle del Biferno, motore economico del Basso Molise, colpito da allagamenti e fango.
Soccorso alla popolazione: Le evacuazioni coatte effettuate a Termoli, Petacciato e nei centri della costa a causa di esondazioni e smottamenti attivi. Il dossier passerà ora sotto la lente del Capo Dipartimento Fabio Ciciliano e, successivamente, sul tavolo del Consiglio dei Ministri per la firma del decreto. Solo allora il Molise potrà contare sui poteri speciali per la gestione dei detriti, la somma urgenza e i ristori a privati e imprese. Nel frattempo, la macchina amministrativa resta impegnata nel monitoraggio dei fronti franosi, con la speranza che la tregua meteorologica permetta un primo bilancio definitivo.







