Il Governatore in sopralluogo con la Protezione Civile dopo la seduta del Consiglio Regionale. Monitoraggio costante sul versante che minaccia il territorio.

SALCITO (CB) – Non si ferma il tour nelle aree critiche del Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti. Subito dopo aver riferito in Consiglio Regionale sulla drammatica situazione del territorio, il Governatore si è recato nel pomeriggio a Salcito per verificare di persona l'entità del movimento franoso che sta mettendo a dura prova la comunità locale.
Al fianco di Roberti, per una valutazione tecnica e politica del dissesto, erano presenti il Direttore regionale della Protezione Civile Gaspare Tocci, l’assessore Andrea Di Lucente e il Sindaco di Salcito, Giovanni Galli.
Il sopralluogo ha permesso di constatare la pericolosità del versante, che si è riattivato a seguito delle intense precipitazioni degli ultimi giorni. La situazione a Salcito si aggiunge al già fragile quadro regionale, che vede altri centri come Petacciato e Civitacampomarano in stato di massima allerta.
«Stiamo monitorando costantemente tutte le zone dove sono emerse criticità – ha dichiarato Roberti durante l'ispezione – lavorando in simbiosi con la Protezione Civile e i sindaci. Ma per un'emergenza di questa portata, l’aiuto del Governo centrale è indispensabile e non più differibile».
L’attività di controllo nelle prossime ore si concentrerà sull’analisi dei dati geologici per capire se il fronte sia ancora in movimento o se si stia stabilizzando. La Regione sta coordinando gli interventi per garantire:
Sicurezza dei residenti: Verifica della stabilità delle abitazioni più vicine al fronte.
Viabilità locale: Presidio delle strade comunali interessate dal fango e dai detriti.
Relazione tecnica: Invio dei dati a Roma per l'integrazione dei fondi legati allo Stato di Emergenza. La visita di oggi ribadisce l’impegno della Giunta regionale nel non lasciare soli i piccoli comuni, spesso i più colpiti ma con meno risorse per affrontare catastrofi naturali. Roberti ha assicurato che il dialogo con le istituzioni nazionali resterà serrato per ottenere non solo i fondi di prima emergenza, ma anche i finanziamenti necessari per opere di consolidamento definitive che mancano da anni.





