Il Governatore lancia l'allarme: le frane isolano i territori e compromettono il soccorso d'urgenza. Richiesto un piano triennale di potenziamento per Campobasso, Isernia e Termoli.

CAMPOBASSO – L’isolamento del Molise non è solo una questione di asfalto e binari, ma una minaccia diretta al diritto alla salute. Il Presidente della Regione, Francesco Roberti, ha inviato una lettera urgente al Ministro della Salute Orazio Schillaci, all'Agenas e al Ministero dell'Economia, chiedendo una deroga immediata ai tagli lineari e un rafforzamento strutturale della rete ospedaliera regionale.
Il messaggio, riferito ieri durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale, è chiaro: con la viabilità in ginocchio, il sistema attuale non è più in grado di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Le frane che hanno colpito arterie vitali come la Statale 16, la Bifernina e i collegamenti interni hanno allungato drammaticamente i tempi di percorrenza per le ambulanze.
Il grido d'allarme: «Non c’è più la possibilità di garantire la sicurezza dei territori di confine», ha denunciato Roberti.
La criticità: Se un paziente critico non può raggiungere tempestivamente l'hub di riferimento a causa di una strada interrotta, il rischio clinico diventa inaccettabile.
Nella missiva ai ministeri competenti, il Governatore ha delineato una strategia opposta a quella del risparmio forzato imposto dal piano di rientro:
Rafforzamento dei tre Hub: Potenziamento immediato degli ospedali di Campobasso (Cardarelli), Isernia (Veneziale) e Termoli (San Timoteo).
Ospedali Baricentrici: Il Molise si propone come punto di riferimento per l'alta Puglia e il basso Abruzzo, aree che soffrono criticità simili.
Inversione di tendenza: «Non è più tempo di chiusure, ma di aperture», ha ribadito Roberti, chiedendo risorse extra per i prossimi tre anni. La mossa di Roberti mira a trasformare la crisi infrastrutturale in un'opportunità politica: dimostrare che un Molise efficiente può servire un bacino d'utenza più ampio, giustificando così investimenti che vadano oltre il mero calcolo della popolazione residente.
«Bisogna capire che la geografia dei soccorsi è cambiata – ha concluso il Governatore – e il sistema sanitario deve adattarsi a questa nuova e difficile realtà orografica».







