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🚩 Sanità, il Fronte Progressista scende in piazza: «Il nuovo Piano è una scure sul Molise»

2026-05-04 20:24

Redazione

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🚩 Sanità, il Fronte Progressista scende in piazza: «Il nuovo Piano è una scure sul Molise»

🚫 I punti della discordia: Termoli, Isernia e Agnone

Mobilitazione totale di centrosinistra e sindaci contro i tagli: chiesta la revoca dei commissari e lo stop al Programma Operativo. «A rischio il diritto alla salute».

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CAMPOBASSO – Il centrosinistra molisano alza le barricate. Davanti ai cancelli del Consiglio Regionale, il Fronte Progressista ha ufficialmente lanciato la mobilitazione contro il Programma Operativo 2026-2028, il documento firmato dalla struttura commissariale che ridisegna (e ridimensiona) la mappa della sanità regionale.

L'alleanza, che riunisce Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra, Socialisti e Italia Viva, parla di un attacco senza precedenti al territorio, puntando il dito contro la "filiera del centrodestra" accusata di aver avallato passivamente le decisioni romane.

Al centro della protesta ci sono i tre pilastri del nuovo piano che penalizzano i principali presidi della regione:

Termoli: Lo stop al servizio di Emodinamica.

Isernia: La chiusura del Punto Nascita.

Agnone: La trasformazione definitiva del "Caracciolo" in ospedale di comunità.

«Si tratta di una scure pronta ad abbattersi sul Molise», ha dichiarato duramente il segretario regionale del Pd, Ovidio Bontempo, sottolineando come questi tagli, sommati all'emergenza viabilità causata dalle frane, rendano di fatto impossibile l'accesso alle cure per i residenti delle aree interne.

La conferenza stampa ha visto una partecipazione corale dei territori. Erano presenti la sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte, e il primo cittadino di Agnone, Daniele Saia. Ha aderito alla mobilitazione anche il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che da mesi prosegue la sua simbolica protesta dormendo in tenda per difendere il "Veneziale".

«I sindaci sono l'ultimo baluardo a difesa dei cittadini», ha evidenziato Marialuisa Forte, auspicando che tutti gli amministratori, indipendentemente dal colore politico, si uniscano in un fronte comune.

La strategia del Fronte Progressista si muoverà su tre binari:

Politico: Battaglia serrata in Consiglio Regionale per contrastare ogni atto della struttura commissariale.

Giudiziario: Ricorsi per ottenere la sospensione del Programma Operativo.

Istituzionale: Richiesta ufficiale di revoca dei commissari Bonamico e Di Giacomo.

«Chiederemo la sospensione immediata del piano – ha annunciato la capogruppo dem Alessandra Salvatore – perché non si può applicare una logica ragionieristica a una regione con collegamenti così difficili». La mobilitazione non resterà chiusa nei palazzi. La coalizione ha annunciato l'organizzazione di una grande manifestazione popolare per gridare un "no" collettivo allo spopolamento sanitario. Il timore dei progressisti è che, togliendo i servizi essenziali, le aree montane e interne subiscano il colpo di grazia definitivo, trasformando il diritto alla salute in un privilegio per pochi.