Seduta fiume in Consiglio regionale sulla manovra 2026-2028. Il Governatore attacca le scelte dei commissari: «Assurdo chiudere Emodinamica e Punto Nascita, pronti alla battaglia legale insieme ai sindaci».

CAMPOBASSO – Mentre l’Aula di Palazzo D’Aimmo è impegnata in una maratona notturna per l'approvazione della Manovra Finanziaria 2026-2028, il vero cuore del dibattito si sposta fuori dal bilancio tecnico per colpire il tema più caldo: la gestione della sanità. Il Presidente della Regione, Francesco Roberti, ha annunciato ufficialmente che la Giunta ricorrerà alle vie legali per impugnare il nuovo Programma Operativo (POS).
Una presa di posizione netta che vede la Regione schierarsi al fianco dei sindaci del territorio per contrastare un piano ritenuto "contraddittorio" e punitivo per il Molise.
Roberti non usa giri di parole per bocciare il lavoro della struttura commissariale.
«Abbiamo già dato mandato ai nostri legali. C'è piena intesa con i sindaci per procedere uniti», ha spiegato il Governatore, evidenziando come il piano mini il diritto fondamentale alla salute dei molisani.
Nel mirino del Presidente finiscono i tre pilastri della discordia:
Emodinamica a Termoli: Definita «ridicola» la logica di mantenerla attiva solo per l'estate per poi chiuderla definitivamente.
Punto Nascita a Isernia: Secondo Roberti, la chiusura paradossalmente «aumenterà le spese», andando contro lo spirito stesso del piano di rientro.
Ospedale di Agnone: La riconversione violerebbe le norme del DM70 sulle aree disagiate, dove i servizi andrebbero invece potenziati.
Il Governatore riapre il fronte sulla gestione commissariale, citando il "modello Calabria" come esempio di come una gestione politica (affidata al Presidente della Regione) possa funzionare meglio di una tecnica. «L'esperienza insegna che con i commissari tecnici è difficile difendere la sanità. Serve un cambio di rotta radicale», ha incalzato Roberti, sollecitando un confronto urgente con la delegazione parlamentare.
Nonostante la comune appartenenza all'area di governo, Roberti chiede maggior peso politico alla delegazione molisana, rivolgendosi in particolare al partito di maggioranza relativa.
L'appello: «Il Ministro della Salute e il sottosegretario sono di Fratelli d'Italia; mi aspetto un'azione politica più forte».
L'impegno: «Non guardo ai colori politici, ma solo all'interesse dei molisani. L'ho fatto da sindaco e lo farò da Presidente: andremo avanti col ricorso». Mentre il Consiglio Regionale tenta di far quadrare i conti, il clima resta teso. Fuori dal palazzo la protesta del Fronte Progressista, dentro la determinazione di una Giunta che si prepara allo scontro frontale con i tavoli tecnici romani. La sensazione è che la partita sulla sanità molisana sia appena entrata nella sua fase più dura, spostandosi dalle aule politiche a quelle dei tribunali.





