Nicola De Gregorio ucciso a colpi alla schiena e al volto in una cantina. L'aggressore, già ai domiciliari con braccialetto elettronico, è in isolamento.

BOJANO (CB) – Un delitto brutale che lascia ancora molti interrogativi aperti. Cosa ha scatenato la furia omicida ieri sera in Largo San Giovanni, nel cuore del borgo di Civita di Bojano? I Carabinieri della locale Compagnia, coordinati dalla Procura di Campobasso, lavorano febbrilmente per ricostruire il movente dietro l’uccisione di Nicola De Gregorio, l'operaio 50enne rimasto vittima di una lite finita nel sangue.
L’attenzione degli inquirenti è tutta sul 35enne fermato, L.M., attualmente recluso in una cella di isolamento in carcere. Il profilo dell'uomo è già noto alle forze dell'ordine per precedenti episodi di rissa e maltrattamenti. Ma il dettaglio più inquietante riguarda la sua posizione giuridica: il 35enne, infatti, era già sottoposto a misure restrittive e indossava il braccialetto elettronico.
Proprio su questo dispositivo si concentrano ora gli accertamenti tecnici:
Verifica degli spostamenti: Si analizzano i tracciati per capire se l'uomo abbia violato le prescrizioni prima del delitto.
Dinamica della lite: Si scava nei rapporti pregressi tra vittima e carnefice per individuare vecchi rancori o dissidi recenti.
L’omicidio si è consumato all'interno di una cantina. Secondo i primi rilievi, De Gregorio è stato colpito con estrema violenza sia alla schiena che al volto. I militari stanno raccogliendo diverse testimonianze tra i residenti della zona per accertare se al momento della tragedia fossero presenti altre persone o se qualcuno abbia udito le fasi concitate della lite. La salma di Nicola De Gregorio è stata trasferita presso l’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Il magistrato di turno ha già disposto l’autopsia, l'esame che dovrà fornire la prova scientifica sulle cause esatte del decesso e sulla natura dei colpi ricevuti. Solo i risultati del medico legale potranno confermare se l'aggressore abbia utilizzato oggetti contundenti o se la morte sia sopraggiunta per la violenza dei colpi a mani nude.





