Manifestazione davanti all’ospedale nel giorno della Festa della Mamma. Cittadini e sindaci uniti contro i tagli. Castrataro dalla tenda: «Il Governo spende in armi e taglia la salute».

ISERNIA – Non è stata una festa come le altre. Nel giorno dedicato alla maternità , il piazzale dell’ospedale "Veneziale" si è riempito di volti, passeggini e striscioni per una mobilitazione che ha superato ogni colore politico. Al centro della protesta, il "no" secco e deciso alla chiusura del Punto Nascita, prevista dal nuovo Programma Operativo Sanitario.
«Le mamme non si toccano», «I diritti non si chiudono»: questi i motti che hanno animato una serata di partecipazione civica, nata per difendere il futuro di una provincia che rifiuta di essere smantellata.
Il momento più toccante della serata è stato affidato alle testimonianze dirette delle madri, che hanno voluto smentire con i fatti la narrazione di un presidio "non sicuro".
La scelta del Molise: Una mamma arrivata da fuori regione ha raccontato di aver scelto Isernia per far nascere il proprio figlio pochi mesi fa, colpita dalla «professionalità e dalla straordinaria umanità » del personale.
La sicurezza del cesareo: Un'altra testimonianza ha sottolineato come, nonostante due parti cesarei, non abbia mai temuto per la propria incolumità : «Sono stata assistita con una dedizione che non ha prezzo. Partorire altrove? Mai pensato».
Accanto alle famiglie, i rappresentanti del territorio hanno ribadito la gravità della situazione.
Candido Paglione (Capracotta): Ha dato voce ai disagi delle aree interne montane. «Non possono esistere cittadini di serie B. Avere il Punto Nascita a Isernia è una questione di sicurezza vitale per chi vive in montagna».
Piero Castrataro (Isernia): Il sindaco, che dal 26 dicembre vive in una tenda davanti al nosocomio, ha usato parole durissime contro le scelte nazionali. «Il Governo aumenta la spesa militare ma taglia i diritti fondamentali. Chiudere questo reparto significa cancellare il diritto elementare di nascere nella propria terra. Isernia non si arrende».
La serata ha vissuto anche momenti di profonda emozione artistica: Graziella D’Achille ha declamato una poesia dedicata alla lotta del territorio, mentre Maria Carmela Fascino ha intonato il celebre brano "Mamma", dedicandolo a tutte le donne che lottano per i servizi della città . La mobilitazione non si ferma. Dopo il grido delle madri, martedì sarà il turno degli studenti. I ragazzi scenderanno in piazza con un corteo per ribadire che la chiusura del Punto Nascita non è solo un problema sanitario, ma un colpo letale al tessuto sociale e al futuro delle nuove generazioni che intendono restare in Molise.





