Spuntano conversazioni inquietanti in una community online: «Come avvelenare un insegnante?». Due i principali sospettati, mentre si attende il deposito dell'autopsia.

CAMPOBASSO – L’inchiesta sulla tragica morte di Sara Di Vita (15 anni) e della madre Antonella Di Ielsi, uccise dalla tossina della ricina, si arricchisce di un capitolo inquietante che sposta l’attenzione sul web. La Procura di Larino, che procede per duplice omicidio premeditato, è intenzionata a chiedere al Gip una proroga delle indagini per approfondire una pista digitale emersa nelle ultime ore: una serie di chat sospette su piattaforme social.
Gli esperti informatici hanno recuperato alcune conversazioni, in parte eliminate, pubblicate la scorsa estate sulla piattaforma Reddit. Un utente sotto pseudonimo avrebbe rivolto domande agghiaccianti alla community:
Il pretesto: L'utente dichiarava di essere uno scrittore in cerca di dettagli realistici per un romanzo.
I dubbi sul ricino: Chiedeva se l'acquisto di grandi quantità di semi online fosse tracciato dalle dogane e se il sapore amaro della sostanza avrebbe spinto la vittima a sputare il cibo.
L'escalation a Natale: Sotto un altro nickname, nei giorni delle festività, appariva una domanda ancora più specifica: «Esiste qualcosa che impedisca di gridare e sembri un collasso improvviso?».
Gli inquirenti devono ora stabilire se dietro quel profilo si celi l'assassino di Pietracatella o se si tratti di una macabra coincidenza.
Oltre al filone principale contro ignoti, resta aperto quello sulle presunte responsabilità di cinque medici tra Pronto Soccorso e Guardia Medica. Un passaggio chiave avverrà a fine maggio, termine entro il quale la dottoressa Benedetta Pia De Luca dovrà consegnare la relazione autoptica finale. I primi esami sui vetrini hanno già confermato la necrosi degli organi interni, segno inequivocabile dell'azione devastante della ricina, ma il quadro scientifico sarà definitivo solo con il deposito del documento.
La proroga si rende necessaria anche per l'imponente mole di materiale informatico sotto sequestro. Sotto la lente dei periti ci sono:
Il telefono di Alice Di Vita (figlia e sorella delle vittime).
5 cellulari, un tablet e il computer di casa prelevati a Pietracatella.
2 router per analizzare cronologia di navigazione e accessi alla rete. L'incrocio tra geolocalizzazioni, mail e chat richiederà mesi di lavoro. Mentre la Squadra Mobile prosegue l'ascolto di parenti e amici, si attende una nuova audizione di Laura Di Vita (zia di Alice), la donna che ha ospitato il fratello e la nipote dopo la tragedia. I due hanno recentemente lasciato Pietracatella per allontanarsi dalla pressione mediatica in vista degli esami di maturità della ragazza. Infine, è previsto un nuovo sopralluogo nell'abitazione del delitto: personale specializzato utilizzerà strumenti sofisticati per individuare eventuali tracce microscopiche di ricina ancora presenti negli ambienti.





