Blitz da film dei Carabinieri all'interno dell'appartamento di una ottantenne. La figlia dà l'allarme, i militari si appostano in casa e bloccano i malviventi in flagrante. Gioielli recuperati.

VENAFRO (IS) – Una trappola perfetta, ma questa volta a cadere nella rete sono stati i truffatori. I Carabinieri della Compagnia di Venafro hanno tratto in arresto due pregiudicati campani di circa cinquant'anni, sorpresi in flagrante mentre tentavano di ripulire un'anziana donna dei suoi risparmi e dei ricordi di una vita con il famigerato trucco del "finto nipote".
L'operazione lampo è scattata grazie alla prontezza dei familiari della vittima e alla coordinazione dei militari guidati dal capitano Matteo Greco.
Tutto è iniziato con una chiamata disperata alla Centrale Operativa da parte della figlia della pensionata: “Mamma sta subendo una truffa, correte per favore!”. L'operatore al telefono ha mantenuto la calma, ha fornito alla donna le istruzioni su come muoversi e ha fatto scattare il piano di emergenza:
Auto civetta: Un'auto civetta del Nucleo Operativo si è appostata sotto il palazzo.
Pattuglia ufficiale: Una gazzella con i colori d'istituto si è posizionata poco lontano, pronta a bloccare le vie di fuga.
Infiltrati in casa: I Carabinieri sono entrati silenziosamente nell'appartamento dell'anziana, rassicurandola mentre lei, supportata dalla figlia, continuava a tenere i truffatori al telefono per guadagnare tempo.
Dall'altro capo del filo, il malvivente si è spacciato per il nipote della donna, recitando un copione collaudato e spietato. Ha raccontato di trovarsi bloccato all'Ufficio Postale e di dover pagare d'urgenza 5.000 euro per delle cartelle esattoriali scoperte, pena l'arresto immediato. Sfruttando l'angoscia dell'anziana, l'uomo l'ha convinta a preparare tutto il denaro possibile e l'oro di famiglia, annunciando l'arrivo imminente di un "caro amico" incaricato del ritiro.
La signora, rincuorata dalla presenza fisica dei Carabinieri nella stanza, ha assecondato il truffatore. Al suono del campanello, l'emissario è entrato in casa con fare deciso, ha afferrato il sacchetto con i gioielli ed è uscito di corsa verso l'auto dove lo attendeva il complice. In quel preciso istante, i militari sono sbucati dai nascondigli bloccandoli sul fatto. I due cinquantenni sono stati trasferiti in carcere a Isernia su disposizione del Sostituto Procuratore. Dal Comando Provinciale dell'Arma fanno sapere che l'attenzione sul fenomeno resta altissima:
“Questi episodi, oltre al danno economico spesso ingente, provocano nelle vittime una grave sofferenza interiore, angoscia e un profondo senso di vergogna. Per questo da anni l'Arma organizza incontri informativi nei comuni per spiegare le tecniche dei truffatori e invitiamo tutti a diffidare da richieste repentine di denaro o oro, chiamando immediatamente il 112”.







