Il primo cittadino replica duramente a Bonamico e Di Giacomo dopo il "no" del Ministero ai bonus per i medici. «Noi a costo zero per attrarre personale, loro lautamente pagati per produrre tagli e passivi».

ISERNIA – È ormai scontro aperto e senza esclusione di colpi tra il Comune di Isernia e i vertici della struttura commissariale alla sanità molisana. Il sindaco pentro, Piero Castrataro, ha rilasciato una durissima nota di replica al Commissario Marco Bonamico e al Sub Commissario Ulisse Di Giacomo. Oggetto del contendere: il parere negativo espresso dal Ministero della Salute sulla proposta del Comune di Isernia di offrire indennità economiche aggiuntive (finanziate da enti locali e privati) per incentivare l'arrivo di nuovi medici in corsia e contrastare la carenza di personale.
I commissari avevano punzecchiato il sindaco per un presunto ritardo nella comunicazione del verdetto ministeriale, scatenando la reazione al fulmicotone del primo cittadino.
Castrataro risponde punto su punto, cifre e date alla mano, rispedendo le accuse al mittente e definendo "paradossale" l'atteggiamento della struttura commissariale:
L'iter: «La nostra prima richiesta formale è stata inoltrata via PEC il 3 marzo 2026, seguita da un sollecito il 27 aprile, da email il 4 e 14 maggio e da innumerevoli telefonate».
Il responso: Il verdetto del Ministero è arrivato il 28 maggio scorso, dopo ben tre mesi di attesa.
La replica: «Trovo assurdo che si impieghino tre mesi per dare una risposta a un Sindaco e poi si critichino i pochi giorni in cui il Comune ha trattenuto l’atto. Una settimana che ci è servita a riesaminare una decisione alquanto bizzarra, dato che in altre regioni d'Italia la medesima proposta sui bonus ai medici ha trovato piena e legittima applicazione». Il sindaco di Isernia sposta poi l'asse del discorso sui macro-numeri della gestione della sanità regionale, commissariata ormai da 17 anni, sollevando pesanti interrogativi politici e gestionali:
«Colpisce la solerzia con cui i Commissari scrivono note per giustificare i "propri" no, quando in due anni e mezzo di mandato, lautamente remunerato, non hanno raggiunto alcun risultato tangibile. Spieghino piuttosto, insieme ad Asrem, come sia possibile che nel 2025 si sia generato un debito di ulteriori 50 milioni di euro. Di chi è la responsabilità ? Chi pagherà ? Lo spieghino ai molisani, che pagano le tasse più alte d’Italia a fronte di continui tagli a reparti e servizi vitali».
Secondo Castrataro, il sistema attuale continua a tutelare le posizioni di tecnici e burocrati rispetto a chi cura (i medici) e a chi deve essere curato (i malati): «Le risorse per i lauti compensi dei commissari e delle figure apicali si trovano sempre, senza che gli stessi si assumano mai la responsabilità del deficit prodotto».
Nonostante lo stop burocratico incassato da Roma e la contrapposizione con la struttura commissariale, l'amministrazione comunale di Isernia ha annunciato che non farà un passo indietro nella battaglia per la difesa dell'ospedale "Veneziale".
Se la strada dei bonus economici diretti è sbarrata, il Comune è già al lavoro per varare autonomamente un pacchetto di misure straordinarie e incentivi alternativi per spingere i camici bianchi ad accettare i trasferimenti a Isernia. «Qui servono disperatamente medici in corsia – ha chiosato infine Castrataro – non tecnici dalla penna solerte che gravano sulle tasche dei contribuenti senza raggiungere obiettivi tangibili per il sacrosanto diritto alla salute».








