Bonamico e Di Giacomo rompono il silenzio sul "no" di Roma agli incentivi comunali per il Pronto Soccorso: «Generano disparità illegittime. In arrivo 2,7 milioni per l'emergenza in tutto il Molise».

ISERNIA – Arriva la dura presa di posizione della struttura commissariale alla sanità molisana sul caso dei bonus economici per i medici del Pronto Soccorso dell'ospedale "Veneziale". Con una nota ufficiale al vetriolo, il Commissario Marco Bonamico e il Sub Commissario Ulisse Di Giacomo hanno attaccato frontalmente il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, accusandolo di aver taciuto ai cittadini la bocciatura della sua proposta da parte del Ministero della Salute.
La proposta del primo cittadino, avanzata lo scorso 3 marzo per arginare la drammatica carenza di camici bianchi, prevedeva l'utilizzo di fondi comunali e donazioni private come incentivo economico straordinario da destinare ai medici di nuova assunzione. Una soluzione che, però, è andata a scontrarsi contro il muro della burocrazia romana e regionale.
“Si attendevano da una settimana alcune informazioni, doverose e opportune, che il sindaco Castrataro avrebbe dovuto diffondere per rispetto del proprio mandato istituzionale – esordiscono Bonamico e Di Giacomo – Non avendolo fatto, riteniamo sia giusto procedere noi a colmare questo silenzio. Il Ministero ha confermato punto per punto quanto avevamo già espresso: le sue proposte si sono rivelate del tutto incompatibili con il quadro normativo vigenteâ€.
Secondo la ricostruzione dei commissari, a Castrataro era già stato spiegato che la strada non fosse percorribile. Il trattamento economico della pubblica amministrazione è infatti regolato dai contratti collettivi nazionali e dal D.Lgs. 165/2001, che vietano stipendi differenziati per dipendenti con le medesime mansioni. Il parere definitivo del Direttore Generale del Ministero, Bergamaschi, arrivato una settimana fa, ha definitivamente blindato questa linea.
Nel testo della nota vengono sviscerati i motivi tecnici ed etici che hanno portato al doppio "no" (regionale e ministeriale). Secondo i tecnici, il piano di Castrataro avrebbe innescato pericolosi cortocircuiti nel sistema sanitario:
Disparità territoriale: A parità di mansioni e turni, un medico del Pronto Soccorso del "Veneziale" di Isernia avrebbe percepito uno stipendio significativamente superiore rispetto a un collega del "Cardarelli" di Campobasso.
Disparità interna: Un medico appena assunto avrebbe incassato compensi più alti rispetto a colleghi con maggiore anzianità di servizio all'interno dello stesso reparto di Isernia.
Iniquità di comparto: L'incentivo avrebbe tutelato esclusivamente la dirigenza medica, escludendo il personale infermieristico e gli operatori sociosanitari (Oss) che affrontano i medesimi turni di emergenza. Per dimostrare che l'attenzione sull'emergenza resta alta, i Commissari e la Direzione Generale per la Salute hanno colto l'occasione per annunciare lo stanziamento di fondi regionali legittimi. È stato infatti sottoscritto l’accordo con le rappresentanze sindacali per il riconoscimento di indennità e incentivi al personale del comparto addetto ai servizi di Urgenza-Emergenza (Pronto Soccorso, 118, Anestesia e Rianimazione) di tutti gli ospedali del Molise, per un importo complessivo di 2,7 milioni di euro.
“Nei prossimi giorni – conclude la nota della struttura commissariale – sarà inoltre siglato un analogo accordo con le organizzazioni sindacali dei medici, nel pieno rispetto delle norme che regolano il mondo del lavoro nel nostro Paeseâ€. Una risposta burocratica che chiude le porte all'esperimento isolato di Isernia, riportando la gestione dei bonus sotto l'alveo della programmazione regionale.





