Centinaia di visitatori per la sfilata dei 13 Ingegni del Di Zinno. Rebecca Setaro resiste alle tentazioni del diavolo Stivaletti. In serata il concerto di Irene Grandi.

CAMPOBASSO – La magia si ripete, puntuale e travolgente, sospinta dalle note solenni del "Mosè" di Rossini. Campobasso si è svegliata anche quest'anno immersa nell'emozione profonda che da quasi tre secoli accompagna la sfilata dei Misteri, le straordinarie macchine viventi nate dal genio settecentesco di Paolo Saverio Di Zinno.
I motori della festa si sono accesi alle 9:45 in punto – rispettando l'anticipo di un quarto d'ora ormai consolidato da qualche anno – con l'uscita degli Ingegni dal Museo di via Trento. Da quel momento, le strutture d'acciaio e legno sono diventate invisibili, lasciando spazio alla meraviglia di corpi che sembrano fluttuare nel vuoto.
Il cuore visivo della sfilata è rimasto, come sempre, il leggendario scontro tra il bene e il male, personificato quest'anno da una sfida tutta campobassana:
La tentazione: Il diavolo "storico" Italo Stivaletti, impeccabile nel provocare la folla e la sua bellissima vittima.
La resistenza: La Donzella, interpretata dalla ventitreenne studentessa universitaria Rebecca Setaro. Per lei una vera tradizione di famiglia: già nel 2018 la sorella Sarah Khalaf aveva vestito i panni del personaggio più ambito della sfilata.
La Donzella è rimasta impassibile di fronte agli ammiccamenti dei diavoli di via Torino. Una freddezza che gli esperti di storia locale spiegano con un'affascinante interpretazione critica: la fanciulla non sarebbe un'anima candida, ma un demone trasfigurato in sposa. Arriva dallo stesso Inferno, e a tradirla sono proprio gli accessori che stringe tra le mani: lo specchio e il ventaglio nero, in netto e inquietante contrasto con il candore del suo abito. Il picco dell'emozione si è toccato durante il transito in via Sant’Antonio Abate. Qui il percorso si stringe e la vicinanza con i palazzi storici crea un'atmosfera intima: dai balconi del primo piano le famiglie si sono allungate per regalare caramelle e dolciumi ai bambini-angioletti, che hanno risposto con sorrisi radiosi tra i boccoli d'oro.
Proprio in questa via, davanti a quella che fu la dimora storica del Di Zinno, la sfilata si è fermata per l'omaggio più commovente: l'esecuzione de "Il Silenzio" da parte della banda musicale. Tra la folla, il consueto mix di folklore e devozione, con i genitori che porgevano i neonati ai diavoli per la foto ricordo tra i pianti dei più piccoli e i sorrisi del pubblico.
Il corteo ha poi toccato via Cannavina, via Ferrari, via Mazzini, corso Vittorio Emanuele e viale Elena, fino alla sosta solenne davanti a Palazzo San Giorgio. Lì, i tredici Ingegni allineati hanno ricevuto la benedizione del Vescovo, monsignor Biagio Colaianni, che in mattinata aveva già celebrato la Messa d'inizio prima della Vestizione dei figuranti.
La grande novità di questa edizione è stata il lancio del contest per il "Mistero più rappresentativo", che ha visto trionfare l'Ingegno dell'Assunta. A decretare la vittoria una giuria d'eccezione guidata da Antonia Tucci (discendente dell'artigiano Nicola Tucci che nel 1959 realizzò l'ultimo mistero, il Sacro Cuore) e dal sindaco di Guastalla, Paolo Dallasta, arrivato in Molise per suggellare il gemellaggio storico nel nome della famiglia Gonzaga.
La festa si sposta ora sul palco. Dopo i successi dei giorni scorsi con i Collage, Marina Rei e Grazia Di Michele, stasera i riflettori di piazza della Vittoria sono tutti per il concertone di Irene Grandi. Ma il Festival dei Misteri non finisce qui: il gran finale è atteso per il prossimo 12 giugno nell'area di Selvapiana con l'attesissimo live dei Negramaro.





