Dopo mesi di presidio davanti all'ospedale di Isernia, il sindaco chiude la mobilitazione ma attacca: «Il commissariamento ha fallito, generati altri 50 milioni di debito. E sui privati nessuno controlla dal 2020».

ISERNIA – Si è conclusa la scorsa notte, con lo smontaggio della struttura, la lunga e simbolica protesta in tenda che il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, aveva intrapreso il 26 dicembre scorso davanti all'ingresso dell'ospedale "Veneziale". Una mobilitazione estrema, durata mesi, nata per accendere i riflettori sul progressivo smantellamento della sanità pubblica in provincia e nell'intera regione.
Questa mattina, nel corso di una affollata conferenza stampa, il primo cittadino ha tracciato il bilancio dell'iniziativa e dettato l'agenda delle prossime battaglie.
«Non posso nascondere un pizzico di emozione – ha esordito Castrataro – L’ultimo risveglio è stato particolare perché sono state notti difficili, tutt'altro che normali».
Il bilancio, per il capo dell'amministrazione pentra, va ben oltre i confini della pura protesta politica: «Questa tenda ha rappresentato un risveglio delle coscienze su un dramma che troppo spesso non è stato raccontato: il lento e costante declino che da anni investe la nostra sanità». Il sindaco ha poi rivolto un ringraziamento speciale ai cittadini per la straordinaria partecipazione alla grande manifestazione dello scorso gennaio, definita «un momento in cui la comunità si è sentita partecipe di un destino comune». Il giudizio del sindaco sulla gestione straordinaria della sanità molisana – commissariata ormai da 17 anni – resta durissimo. Castrataro ha ricordato come il Tavolo tecnico ministeriale congiunto (Mef e Salute) abbia formalmente certificato il fallimento del mandato, chiedendo la rimozione dei commissari.
«Una raccomandazione che però né il presidente della Regione né i parlamentari molisani hanno avuto il coraggio di portare in Consiglio dei Ministri. Significa che qualcuno sta scappando dalle proprie responsabilità pubbliche, nonostante la gestione commissariale abbia prodotto altri 50 milioni di debiti solo nel 2025», ha incalzato il primo cittadino.
L'attacco più pesante ha riguardato però il delicatissimo e mai risolto rapporto tra sanità pubblica e strutture private convenzionate:
«C’è un conflitto che non è mai stato sanato. Gli ospedali pubblici non possono essere messi in competizione con i privati sulle medesime prestazioni. Chiedo pubblicamente alla politica e alla magistratura contabile: se un privato convenzionato vanta oggi crediti superiori ai 100 milioni di euro verso la Regione, e se i controlli di appropriatezza sulle sue prestazioni sono fermi al 2020, chi ne risponde? Parliamo di soldi dei cittadini, che in Molise pagano le tasse più alte d’Italia».
In chiusura, Castrataro ha espresso profonda gratitudine alla sua Giunta, ai consiglieri comunali di ogni colore politico che lo hanno sostenuto nella difesa del "Veneziale", e soprattutto al personale medico e infermieristico che «lavora tra mille sacrifici per garantire il diritto alla cura».
Infine, il sindaco ha voluto stroncare sul nascere le voci dei detrattori che accusavano il presidio di essere solo una passerella elettorale: «Il mio unico pensiero è per Isernia e per il prossimo mandato, dove completeremo le tante opere messe in cantiere. Candidarmi in Regione o in Parlamento? Assolutamente no».





