Clamorosa svolta nell'inchiesta sul duplice avvelenamento da ricina. Una testimone chiave ha mentito sui litigi in casa Di Vita: la Polizia la smentisce e la denuncia. Oltre 160 persone già interrogate, si attendono i dati tossicologici.

CAMPOBASSO / LARINO – Arriva una svolta clamorosa, per certi versi dirompente, nelle indagini sulla tragica morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, la madre e la figlia rimaste vittima di un letale avvelenamento da ricina all'interno della loro abitazione. Una stretta amica della famiglia Di Vita è stata ufficialmente denunciata a piede libero con la pesante accusa di favoreggiamento personale.
Il provvedimento è scattato al termine di una serie di fitti ed estenuanti interrogatori negli uffici della Questura di via Tiberio, a Campobasso. La donna era stata convocata e ascoltata dagli uomini della Squadra Mobile per ben tre volte in qualità di persona informata sui fatti. Tuttavia, la sua condotta reticente ha spinto gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Larino, a far scattare la denuncia per aver ostacolato le indagini.
Secondo quanto emerso dall'attività investigativa, la donna avrebbe tentato di proteggere qualcuno o di nascondere la verità sulle dinamiche interne alla villetta di Pietracatella:
La versione della testimone: Durante tutte e tre le audizioni formali, l'amica ha negato ripetutamente e con fermezza che tra le mura di casa Di Vita vi fossero malumori, forti attriti o accesi litigi.
La smentita della Polizia: Questa ricostruzione pacifica è stata però letteralmente demolita dagli investigatori della Mobile che, grazie a riscontri oggettivi e prove incrociate raccolte sul campo, hanno accertato l'esatto contrario, dimostrando come la testimone fosse perfettamente a conoscenza delle profonde tensioni familiari. Quella della fidata amica potrebbe non rimanere l'unica iscrizione nel registro degli indagati. Il lavoro degli inquirenti per ricostruire la fitta rete di relazioni delle due donne è mastodontico: a oggi, infatti, il numero di persone sfilate in Questura tra parenti, conoscenti e vicini di casa ha superato la cifra record di 160 audizioni. Un segno evidente di come la Polizia stia setacciando ogni minimo dettaglio per rompere il velo di reticenza che avvolge il paese.
La vera chiave di volta per risolvere definitivamente il giallo, tuttavia, è attesa sul tavolo dei magistrati frentani entro la fine del mese di giugno. Scadono infatti a giorni i termini per il deposito ufficiale dei risultati dell’autopsia e, soprattutto, degli accertamenti tossicologici. Saranno proprio questi dati scientifici a chiarire con esattezza le modalità della somministrazione della sostanza killer e a dare la spinta decisiva per dare un nome e un volto all'assassino.





