I giudici della libertà accolgono il ricorso dell'avvocato Silvio Tolesino e demoliscono l'accusa di tentato omicidio: «Dinamica, danni all'auto e lesioni non sono compatibili con il reato contestato».

CAMPOMARANO / CAMPOBASSO – Clamorosa svolta giudiziaria nel caso che ha sconvolto la comunità di Civitacampomarano. Il Tribunale del Riesame di Campobasso ha disposto l’immediata scarcerazione del 59enne arrestato lo scorso maggio con la pesante accusa di tentato omicidio plurimo. L'uomo era finito in manette con l'accusa di aver intenzionalmente travolto con la propria auto tre persone che si trovavano sedute su una panchina nel centro del paese.
La decisione del collegio dei giudici della libertà è arrivata nella mattinata di oggi, martedì 16 giugno 2026, a conclusione dell'udienza di discussione del ricorso d'urgenza. I giudici hanno accolto in toto le tesi sollevate dall’avvocato difensore, Silvio Tolesino, ordinando la contestuale ed immediata liberazione dell’indagato.
I fatti all'origine del drammatico filone giudiziario risalgono al pomeriggio dello scorso 19 maggio. Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Campobasso, la Volkswagen Passat guidata dal 59enne avrebbe imboccato una strada in discesa dirigendosi a forte velocità contro la panchina.
Per gli inquirenti non si era trattato di un banale incidente stradale causato da una distrazione o da un guasto meccanico, bensì di un'azione dolosa mossa da vecchi rancori. A pesare sulla contestazione di tentato omicidio erano stati tre elementi considerati allora "granitici":
La retromarcia: Secondo i testimoni, dopo il primo impatto l'uomo avrebbe ingranato la retromarcia per poi puntare nuovamente il muso dell'auto verso i presenti.
L'assenza di frenata: I rilievi planimetrici sull'asfalto non avevano evidenziato alcuna traccia di frenata prima dell'impatto con la struttura.
La fuga: Subito dopo lo scontro, l'automobilista si era allontanato a forte velocità senza prestare soccorso, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce prima di essere rintracciato.
Solo la prontezza di riflessi dei tre cittadini seduti sulla panchina, riusciti a saltare via all'ultimo istante, aveva evitato una tragedia di proporzioni ben più gravi. Dopo l'arresto, l'uomo aveva scelto la via del silenzio durante l’interrogatorio di garanzia, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Dietro le quinte, l'avvocato Tolesino stava però già preparando la contromossa, annunciando la richiesta di una perizia cinematica forense per analizzare scientificamente la velocità del mezzo, le traiettorie e la compatibilità dei danni materiali.
Una linea d'azione che ha trovato pieno riscontro nelle motivazioni contestualmente depositate dal Tribunale del Riesame nelle ultime ore. I giudici del collegio hanno infatti condiviso i dubbi della difesa: la reale entità dei danni riportati dalla carrozzeria della Passat e le lesioni complessive riportate dalle persone coinvolte sono state giudicate del tutto incompatibili con la volontà di uccidere.
Grande soddisfazione è stata espressa dall'avvocato Silvio Tolesino subito dopo la firma del verbale di scarcerazione:
«Stamattina abbiamo discusso il Riesame dell'uomo arrestato per tentato omicidio con la macchina. Ho argomentato a lungo in punto di fatto e di diritto chiedendo la liberazione, e l'istanza è stata accolta. Il Riesame ha recepito in pieno la mia tesi difensiva secondo cui, rispetto alla dinamica dei fatti, ai danni alla vettura e alle lesioni delle persone coinvolte, non può essere in alcun modo configurato il reato di tentato omicidio».
L'inchiesta della Procura di Campobasso prosegue per accertare la reale natura dell'evento, ma da oggi il teorema del tentato omicidio vacilla vistosamente e l'indagato torna ad affrontare il procedimento da uomo libero.






