Il presidente Francesco Roberti ridisegna l'esecutivo di Palazzo Vitale. Spunta il decreto di revoca per l'ex governatore Iorio, che mantiene la cabina di regia su PNRR e fondi UE. Domani la presentazione ufficiale.

CAMPOBASSO – Il tanto atteso rimpasto all'interno della Giunta regionale del Molise è finalmente realtà. A rompere gli indugi è stato lo stesso presidente della Regione, Francesco Roberti, ufficializzando un parziale ma significativo valzer di poltrone che ridisegna la squadra di governo a Palazzo Vitale. Le novità principali portano i nomi di Armandino D’Egidio e Roberto Di Baggio, pronti a fare il loro ingresso ufficiale nell’esecutivo.
Questa mattina è stato intanto pubblicato il primo atto formale: il decreto di nomina di D'Egidio e la contestuale revoca dall'incarico per il veterano della politica molisana, Michele Iorio.
Il governatore Roberti ha rimescolato le carte in due caselle chiave, cercando al contempo di blindare gli equilibri politici della coalizione di centrodestra:
L'assessorato allo Sport: Armandino D’Egidio fa il suo ingresso in Giunta rilevando lo scranno precedentemente occupato da Michele Iorio.
La staffetta all'Istruzione e Formazione: L'altra novità di rilievo riguarda Roberto Di Baggio, che subentrerà nell'esecutivo ad Andrea Di Lucente. Per Di Baggio è sicuro il mantenimento della delega alla Formazione professionale. La sua presentazione ufficiale alla stampa e al Consiglio è stata già fissata per domani, mercoledì 17 giugno 2026. Nonostante la revoca della carica da assessore, per l'ex presidente della Regione Michele Iorio non si tratta affatto di un ridimensionamento politico. Iorio manterrà infatti una posizione di assoluto primo piano nell'architettura istituzionale della Regione Molise: continuerà a operare in stretta sinergia con il vertice di Palazzo Vitale in qualità di consigliere personale del presidente Roberti.
A Iorio restano affidati i dossier economici e finanziari più scottanti per il futuro del territorio: la gestione strategica dei fondi europei, i progetti legati al PNRR e l’estenuante trattativa con i Ministeri romani (Mef e Salute) per la gestione del Piano di rientro della sanità.
Resta invece ancora da decifrare il destino politico di Andrea Di Lucente: il governatore non ha infatti specificato se l'assessore uscente conserverà parte delle sue attuali deleghe o se riceverà compensazioni in altre commissioni.
Per il momento, la burrasca politica si ferma qui e non sono previsti scossoni in altri reparti dell'esecutivo. Viene infatti blindato al suo posto Gianluca Cefaratti, che conserva la guida del delicatissimo assessorato al Bilancio.
Sul nome di Cefaratti, tuttavia, resta aperto un piccolo giallo di natura politica e regolamentare: non è ancora chiaro se l'esponente di giunta dovrà rassegnare o meno le proprie dimissioni dalla carica di consigliere regionale, così come espressamente e reiteratamente richiesto dal suo partito di appartenenza. Maggiori dettagli sulla redistribuzione definitiva dei pesi politici e sui decreti mancanti emergeranno nelle prossime ore.







