La svolta nell'inchiesta sulla tragedia del 5 luglio 2024 a Isernia. La Squadra Mobile incastra l'indagato: decisivi un'ammissione registrata la mattina dopo il delitto e le tracce di sangue della vittima trovate sulla sua ciabatta.

ISERNIA – Arriva una svolta decisiva e drammatica nelle indagini sulla morte di Costanzo Amoruso, il cui corpo senza vita fu rinvenuto quasi due anni fa, il 5 luglio 2024, all'interno del suo appartamento nel quartiere San Lazzaro a Isernia. Gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale pentro, nei confronti di un uomo di 64 anni, accusato formalmente di omicidio volontario.
L'inchiesta, che sembrava complessa e destinata a rimanere senza colpevoli, si chiude oggi con l'accompagnamento in cella del presunto assassino.
A far scattare l’allarme quel 5 luglio di due anni fa era stata una segnalazione d'emergenza. Quando gli uomini della Squadra Mobile e delle Volanti piombarono nell’appartamento di Amoruso, si trovarono di fronte a una scena singolare: la porta d’ingresso della casa era stata completamente scardinata e trovata appoggiata alla parete interna del corridoio.
Secondo il solido quadro indiziario ricostruito dagli investigatori e coordinato dalla Procura della Repubblica di Isernia:
La lite alcolica: Tra l'arrestato e la vittima sarebbe nata una violenta discussione per futili motivi, degenerata rapidamente in un corpo a corpo, complice il forte stato di alterazione alcolica di entrambi.
Il trauma: Durante la colluttazione, Amoruso è stato colpito violentemente, riportando una profonda ferita alla testa.
L'agonia nel sonno: L'uomo, in forte stato di ebrezza, non si sarebbe reso conto della gravità del trauma e si sarebbe andato a coricare, addormentandosi sul proprio letto. La morte è sopraggiunta nel corso della notte a causa di un'emorragia cerebrale protrattasi ininterrottamente per ore. I primi sospetti sul 64enne erano emersi già la mattina successiva al decesso. Durante un colloquio informale con un operatore della Squadra Mobile – interamente registrato dal poliziotto – l'uomo aveva ammesso candidamente di aver esagerato con l'alcol la sera prima e di avere un vuoto di memoria, confessando però in diretta il forte timore di essere lui l'autore del misfatto.
Da lì sono partite indagini tecniche serrate: l'ascolto dei condomini dello stabile, l'interrogatorio formale davanti al Sostituto Procuratore e i rilievi scientifici affidati al Gabinetto di Polizia Scientifica di Napoli. La prova regina, considerata dirimente dagli inquirenti, è arrivata dagli esami di laboratorio: il rinvenimento di tracce di sangue appartenenti alla vittima sulla ciabatta dell’indagato.
Al termine delle formalità di rito in Questura, il 64enne è stato trasferito presso la casa circondariale di Isernia di Ponte San Leonardo. Come ricordato in una nota ufficiale firmata dalla Procuratrice Capo, Carla Canaia, il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e l’indagato potrà far valere le proprie tesi difensive dinanzi all’Autorità Giudiziaria nei successivi gradi di giudizio.





