Accolto il ricorso d'urgenza presentato questa mattina dal Comune. Il Tribunale Amministrativo blocca i tagli del Piano Operativo fino all'udienza del 15 luglio. Il sindaco Saia esulta: «Risultato incoraggiante, ora spazio al dialogo».

AGNONE (IS) – Arriva una clamorosa e immediata svolta giudiziaria sulla trincea della sanità molisana. Il TAR Molise ha concesso la misura cautelare d'urgenza (decreto monocratico interinale), bloccando di fatto il processo di smantellamento e riconversione dell'ospedale "Caracciolo" di Agnone.
Il pronunciamento del tribunale amministrativo è arrivato a tempo di record, poche ore dopo il deposito formale del ricorso firmato questa mattina dai legali del Comune di Agnone. Con un decreto d’urgenza siglato dal Presidente della Prima Sezione, i giudici di Campobasso hanno congelato l’esecutività dei tagli e delle chiusure previste dal nuovo Programma Operativo regionale. Una decisione blindata che rimanda ogni discussione di merito alla Camera di Consiglio fissata per il prossimo 15 luglio 2026.
Il provvedimento firmato dal TAR produce effetti pratici immediati e di vitale importanza per i residenti dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese:
Attività garantite: Il "Caracciolo" continuerà a svolgere regolarmente tutte le proprie funzioni assistenziali e di reparto.
Pericolo scampato: Viene ufficialmente scongiurata l'interruzione dei servizi sanitari e il ridimensionamento della struttura che, carte alla mano, sarebbero dovuti scattare tassativamente a partire da mercoledì 1° luglio. Comprensibile l'entusiasmo e il sollievo al Municipio di Agnone. Il sindaco Daniele Saia, che solo tre giorni fa aveva guidato una massiccia assemblea pubblica di protesta davanti ai cancelli del nosocomio, ha accolto la notizia con grande fiducia:
“Si tratta di un primo risultato straordinariamente incoraggiante. Voglio dedicare questo esito positivo a tutti i cittadini, ai comitati e ai colleghi sindaci del territorio che hanno sostenuto con forza e delibere l’azione legale della nostra amministrazione. Ci auguriamo che questa decisione possa finalmente aprire la strada a un tavolo di dialogo serio con tutti gli attori istituzionali e la struttura commissariale. Il nostro obiettivo resta immutato: superare definitivamente questo disegno di riconversione, che per noi rimane del tutto inaccettabile, e individuare soluzioni concrete e strutturali alle criticità della sanità nelle aree interneâ€.
La partita per la sopravvivenza del presidio sanitario montano resta dunque apertissima. I riflettori si spostano adesso all'udienza chiave del 15 luglio, quando i giudici del TAR si riuniranno in sede collegiale per confermare o revocare la sospensiva. Nel frattempo, i reparti del Caracciolo restano aperti e operativi a pieno regime.







