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Sicurezza in piscina, Federalberghi Molise: 'Calano gli annegamenti, ma per il futuro l'unico obiettivo toller

2026-06-26 11:32

Redazione

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Sicurezza in piscina, Federalberghi Molise: 'Calano gli annegamenti, ma per il futuro l'unico obiettivo tollerabile è lo zero assoluto'

Nota alla stampa

Presentato il rapporto del Centro Studi sui dati 2022-2026. Lanciata la campagna con le "12 raccomandazioni per un'estate sicura e serena" rivolta a gestori, ospiti e famiglie.

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"Sebbene i dati evidenzino un calo degli annegamenti in piscina, ogni singola vita persa rimane una tragedia inaccettabile. E quando la vittima è un bambino, la tragedia è doppia. L'unico obiettivo tollerabile per il futuro è raggiungere lo zero assoluto".

Con queste parole Irene Tartaglia, Direttore di Confcommercio Federalberghi Molise, commenta l'ultimo rapporto realizzato dal Centro Studi della federazione nazionale, che ha analizzato le notizie di cronaca degli organi di informazione negli ultimi cinque anni (dal 1° gennaio 2022 al 31 maggio 2026). In vista del pieno avvio della stagione balneare, la federazione ha contestualmente varato una guida pratica con 12 raccomandazioni, un pacchetto di regole sinergiche per aiutare turisti e operatori a prevenire gli incidenti.

L'indagine del Centro Studi ha censito 63 annegamenti in tutte le tipologie di piscine italiane nell'arco di quasi quattro anni e mezzo, attestando una media di circa 14 casi all'anno. Un dato che risulta più che dimezzato rispetto alla media di 30-40 annegamenti annui registrata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel quinquennio precedente (2016-2021) con analoga metodologia.

La mappatura dei luoghi evidenzia che:

·        Il 44,4% dei casi (28) è avvenuto in impianti aperti al pubblico: centri sportivi (12), parchi acquatici (7), piscine comunali (5), stabilimenti termali (2) e strutture ricettive aperte agli esterni (2).

·        Il 28,6% dei casi (18) si è verificato in contesti completamente privati, ossia in piscine annesse ad abitazioni in proprietà o in affitto.

·        Il 27% dei casi (17) ha interessato strutture ricettive per soli ospiti: 9 in realtà extralberghiere (agriturismi, B&B, campeggi) e 8 in alberghi.

Il dato più doloroso riguarda i minori: il 57% degli annegamenti (36) ha colpito i bambini, con 17 vittime tra i piccolissimi (0-4 anni) e 19 nella fascia tra i 5 e i 14 anni. Tra le cause principali, i malori in acqua registrano il 44,4% (28 casi), seguiti strettamente dal 36,5% (23 casi) di episodi in cui un minore è sfuggito al controllo degli adulti.

"La corretta prevenzione – sottolinea il Direttore Irene Tartaglia – nasce solo dalla sinergia inscindibile tra una gestione rigorosa degli impianti, il senso di responsabilità degli ospiti e la vigilanza assoluta sui più piccoli. Come Federalberghi e Confcommercio Molise vogliamo fare della consapevolezza la prima arma di protezione. Non dobbiamo considerare la sicurezza come un semplice adempimento burocratico, bensì come un patto di fiducia e accoglienza tra chi offre ospitalità e chi viaggia. Dietro il calo dei trend, che dimostra gli enormi passi avanti fatti dal settore ricettivo nella messa a norma e nella formazione, si nascondono comunque drammi familiari che l'intera comunità ha il dovere di azzerare.


 

12 RACCOMANDAZIONI PER UN'ESTATE SICURA E SERENA

 

Una corretta prevenzione nasce dalla sinergia tra una gestione rigorosa, la responsabilità degli ospiti e la vigilanza assoluta sui più piccoli.

 

Per la direzione e lo staff

La prevenzione comincia da una gestione impeccabile e da un team preparato.

1. Conformità agli standard. Rispetta scrupolosamente le norme e le buone prassi in materia di sicurezza igienico-sanitaria e strutturale degli impianti natatori.

2. Controlli frequenti. Verifica costantemente l'efficienza di sistemi di sicurezza, impianti e attrezzature. Rivolgi particolare attenzione a sistemi di filtraggio, griglie e bocchettoni di aspirazione.

3. Formazione del team. Addestra i collaboratori sulle procedure di prevenzione del rischio di annegamento, primo soccorso e gestione delle emergenze.

4. Segnaletica chiara. Predisponi cartelli multilingue ben visibili che indichino gli orari di apertura, i livelli di profondità dell'acqua, il regolamento della vasca (es. divieto di tuffi e di apnea) e la presenza o meno degli assistenti ai bagnanti.

 

Per gli ospiti

Il divertimento è tale solo se vissuto con consapevolezza e responsabilità.

5. Rispetto delle regole. Utilizza la piscina esclusivamente durante gli orari di apertura consentiti. Attieniti diligentemente alle indicazioni della segnaletica e alle istruzioni del personale di vigilanza.

6. Autotutela. Se non sai nuotare, resta dove tocchi il fondo con i piedi. Prima di entrare in acqua, indossa ausili al galleggiamento (braccioli, salvagente, etc.).

7. Valutazione del proprio stato di salute. Non entrare in acqua se sei affaticato, infreddolito o sotto l'effetto di alcol/farmaci. Evita gli sbalzi termici improvvisi, specialmente dopo i pasti, dopo una lunga esposizione al sole o in presenza di cardiopatie. Fai una doccia prima di entrare in acqua per acclimatare gradualmente il corpo.

8. Pronti all'emergenza. All'arrivo in piscina, individua la posizione dei dispositivi di salvataggio e dei punti di chiamata. In caso di necessità, allerta immediatamente i bagnini o lo staff.

 

Per la tutela dei minori

I bambini non percepiscono il pericolo: la nostra attenzione deve essere assoluta.

9. Educazione all'acqua. Ricorda che insegnare ai bambini a nuotare fin da piccoli è la prima forma di prevenzione.

10. Sorveglianza attiva. Vigila sui minori costantemente, anche quando non sono in acqua. Evita distrazioni prolungate come smartphone, letture o conversazioni.

11. Contatto visivo costante. Mantieni sempre gli occhi sui bambini. Ricorda che è possibile annegare anche in poche decine di centimetri d'acqua e che chi si trova in difficoltà spesso non riesce a gridare per chiedere aiuto.

12. A portata di mano. Entra in acqua con i più piccoli e con chi non sa nuotare, rimanendo abbastanza vicino da poterli afferrare in caso di necessità. Non delegare mai la vigilanza su un bambino a un altro bambino.