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🏛️ Caos in Comune a Campobasso: scontro sulla candidatura a Capitale della Cultura e centrodestra spaccat

2026-06-29 22:34

Redazione

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🏛️ Caos in Comune a Campobasso: scontro sulla candidatura a Capitale della Cultura e centrodestra spaccato sul Terminal bus

🏛️ Capitale della Cultura 2029: «Solo uno spot, l'ordinario non funziona»

Giornata ad altissima tensione a Palazzo San Giorgio. Forza Italia boccia il progetto "Campobasso 2029" definendolo uno spot: «La città è sporca e chiusa». Poi salta il Consiglio comunale sul nodo trasporti: volano stracci e insulti tra FdI e i Popolari.

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CAMPOBASSO – Giornata di fortissime fibrillazioni politiche e veti incrociati all'interno di Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Campobasso. Tra commissioni incandescenti e un Consiglio comunale naufragato per la mancanza del numero legale, la coalizione si spacca su due fronti caldissimi: la gestione culturale della città, proiettata verso una discussione sulla candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029, e l'affidamento temporaneo della struttura del Terminal bus alla Sea.

Il primo durissimo scontro si è consumato all'interno della Commissione consiliare Cultura. Sul tavolo, la relazione dell’assessore Adele Fraracci per lanciare la corsa di Campobasso a Capitale della Cultura per l'anno 2029. Un progetto che ha incassato l'astensione convinta di Forza Italia.

Il capogruppo azzurro, Domenico Esposito, ha attaccato frontalmente le linee guida della Giunta, criticando sia la scelta di affidare il dossier a un tecnico esterno arrivato da Anagni – escludendo di fatto le competenze e i professionisti molisani – sia le gravi carenze gestionali in cui versa il capoluogo:

“Non è possibile pensare a una candidatura nazionale quando l’amministrazione non riesce a garantire nemmeno l’ordinario. I nostri luoghi simbolo restano sbarrati nei giorni di festa, come accaduto per Villa de Capoa durante il Corpus Domini o per la Via Matris. Per non parlare del sovrappasso ferroviario che collega il terminal dei bus al centro: da due anni viene chiuso tassativamente alle 22:00 perché il Comune non è in grado di garantire sicurezza e illuminazione. Con quali credenziali ci presentiamo in Italia? Questa è l'ennesima iniziativa 'spot' per creare illusioni. Si spendono 50.000 euro l'anno per il 'Festival della Filosofia' mentre la città è nel caos. Prima si mette in ordine la casa, poi si chiedono i premi”.

❌ Salta il Consiglio sul Terminal Bus: centrodestra in frantumi

La tensione è degenerata in modo definitivo poche ore dopo, direttamente nell'Aula consiliare, dove era prevista la discussione di una mozione urgente presentata da Fratelli d'Italia per bloccare la delibera di Giunta che affida in via provvisoria la gestione del Terminal bus alla società in house Sea.

Al momento del voto, la maggioranza e parte dell'opposizione si sono sgretolate: il Consiglio è sciolto per mancanza del numero legale. All'appello sono mancati in blocco i consiglieri di PD, Movimento 5 Stelle, Lega, Popolari, UDC e Noi Moderati. Sono rimasti seduti sui banchi soltanto gli esponenti del Cantiere Civico, l'ex candidato sindaco Aldo De Benedittis, Forza Italia e i promotori di FdI. Il fallimento della seduta ha aperto una vera e propria crisi diplomatica tra le forze politiche del centrodestra. Il capogruppo di Fratelli d’Italia e primo firmatario della mozione sul Terminal, Francesco Pilone, ha reagito duramente all'ostruzionismo dei colleghi, ricordando che l'atto ispettivo era stato inizialmente concordato e firmato da tutte le forze di minoranza:

“Ripresenteremo questa mozione al prossimo Consiglio comunale utile perché la nostra attività ispettiva non si ferma davanti a questi giochi di palazzo. Se qualcuno pensa di poter imbavagliare l’opposizione con le assenze strategiche si sbaglia di grosso, andremo fino in fondo”.

La replica della componente moderata non si è fatta attendere ed è arrivata con i toni infuocati del consigliere Salvatore Colagiovanni, che ha sancito la rottura formale nei rapporti di coalizione:

“I Popolari e l’intera area moderata non appoggeranno mai più alcun documento o mozione proveniente da chi, all'interno del nostro stesso schieramento, si permette di definirci pubblicamente dei 'mercenari'. Il tempo del silenzio è finito, pretendiamo rispetto politico e dignità personale”.