Il sindaco Castrataro unisce il territorio: al fianco del Comune scendono in campo la Provincia e i centri della valle del Volturno. Attacco frontale alla struttura commissariale: «Tagli continui e buco da 50 milioni nel 2025. Rischio danno erariale».

ISERNIA – La trincea a difesa dell'ospedale "Veneziale" si sposta dalle piazze alle aule di giustizia. Il Comune di Isernia è passato ufficialmente dalle parole ai fatti depositando il ricorso al Tar Molise per bloccare il provvedimento di chiusura del Punto Nascita. Ad annunciarlo questa mattina, in una conferenza stampa congiunta, è stato il sindaco Piero Castrataro, che ha illustrato le fondamenta dell'azione legale rilanciando al contempo una durissima offensiva politica contro la gestione della sanità regionale.
Al tavolo di Palazzo San Francesco, a testimoniare la totale compattezza del territorio, si sono seduti gli assessori comunali, i sindaci di Venafro e Sesto Campano e il presidente della Provincia di Isernia (nonché sindaco di Agnone) Daniele Saia. L'ente di via Berta e i comuni limitrofi hanno deciso di costituirsi formalmente ad adiuvandum, unendo le forze con le altre amministrazioni locali che nelle ultime settimane hanno impugnato i decreti riorganizzativi.
Davanti ai giornalisti, il sindaco Castrataro ha spiegato che l'impugnazione davanti ai giudici amministrativi poggia su due pilastri fondamentali:
Il giallo della relazione Agenas: Negli anni passati il presidio pentro aveva sempre ottenuto la deroga ministeriale grazie alla complessa orografia del territorio molisano. “Questa volta il percorso è stato strano e opacoâ€, ha denunciato Castrataro. “Mentre i tavoli tecnici spingevano per il mantenimento del servizio, è spuntata una relazione di Agenas allegata al decreto dei Commissari ad acta che ne dispone la soppressione. Tuttavia, in quel documento non c'è scritto da nessuna parte che a chiudere debba essere proprio Isernia: i commissari si sono assunti una scelta arbitraria e priva di supporto istruttorioâ€.
I dati falsati sul bacino d'utenza: L'amministrazione contesta la stima dei parti. I registri dicono che nella sola provincia di Isernia si registrano oltre 400 nascite all'anno. Una cifra che sfiora quota 500 parti se si calcolano le mamme provenienti dai comuni delle regioni limitrofe (Campania e Abruzzo) per le quali il Veneziale rappresenta l'ospedale più vicino e sicuro.
Castrataro ha poi allargato il raggio d'azione, sferrando un attacco frontale ai vertici della struttura commissariale della sanità molisana, accusata di aver fallito su tutti i fronti:
“Siamo di fronte al collasso totale. Se dopo tre anni continuiamo ad avere una sanità che, nel bilancio consuntivo del 2025, fa registrare una perdita secca di quasi 50 milioni di euro, a cui si somma un debito pregresso mostruoso che strozza i cittadini, significa che il modello dei tagli lineari è fallimentare. Si eliminano i servizi salvavita ma non si risanano i conti. Qualcuno deve risponderne nelle sedi competenti: crediamo ci siano tutti i presupposti per inviare gli atti alla Corte dei Conti per valutare il danno erariale. Dopo tre anni di sacrifici la situazione è persino peggiorataâ€.





