Dopo il “no” dei giorni scorsi per le polemiche su Arcigay nazionale e il caso Heather Parisi, l'attivista conferma la sua presenza all'evento. Decisivo il chiarimento con il comitato organizzatore: «Ho deciso di seguire il cuore».

CAMPOBASSO – Un clamoroso retrofront che riaccende i riflettori sul Molise Pride. Dopo aver annunciato con rammarico il proprio forfait soltanto pochi giorni fa, Vladimir Luxuria ci ripensa: l'attivista e figura simbolo del movimento LGBTQIA+ farà parte della grande sfilata in programma a Campobasso.
Una svolta maturata nelle ultime ore al termine di un ffitto e cordiale confronto con i responsabili del comitato organizzatore locale, che hanno voluto ribadire direttamente a Luxuria la propria totale estraneità e distanza dalle scelte politiche finite al centro della bufera.
La decisione iniziale di cancellare la propria presenza – comunicata da Luxuria con un amaro videomessaggio social – era stata dettata da un forte dissenso ideale nei confronti dei vertici nazionali di Arcigay. L'associazione aveva infatti avallato la scelta di nominare la showgirl Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride.
Una figura ritenuta "incompatibile" da Luxuria per via di alcune dichiarazioni pubbliche considerate apertamente transfobiche, oltre alle sue note posizioni politiche vicine all'ex presidente USA Donald Trump e il sostegno espresso al controverso ddl Valditara. Non volendo sovrapporre la sua presenza a quella della presidente nazionale di Arcigay, Natascia Maesi (attesa a Campobasso), Luxuria aveva inizialmente preferito fare un passo indietro "per coerenza con i propri principi", pur rinnovando la stima per gli attivisti molisani.
A far scattare il ripensamento è stato il contatto diretto con i promotori della manifestazione molisana. In un nuovo e accorato messaggio, Luxuria ha raccontato di essersi confrontata personalmente con Luce, Francesco e Sara, volti storici dell'organizzazione del Molise Pride:
“Mi hanno manifestato tutto il loro dispiacere per la mia assenza e mi hanno ribadito la loro netta e formale presa di distanza dalla scelta di nominare Heather Parisi madrina a Siracusa. Sapere che il comitato locale condivide la mia stessa sensibilità mi ha ridato la gioia di partecipare. Con la libertà di esprimere sempre senza censure ciò che penso, per l’amore profondo che nutro da sempre per il Molise e perché il Pride deve restare una lotta gioiosa, ho deciso di seguire il cuore: domani ci sarò”.







