L'analisi della CGIA di Mestre scatta la fotografia della crisi scatenata dai conflitti internazionali: +36 centesimi al litro per il diesel. Morsa economica sui "professionisti della strada" della regione. La provincia di Isernia è al terzultino posto in Italia per numero di imprese.

CAMPOBASSO / ISERNIA – Il continuo e vertiginoso rialzo dei prezzi dei carburanti alla pompa sta travolgendo non soltanto i bilanci delle famiglie e dei pendolari, ma minaccia di mettere in ginocchio un intero comparto economico: quello dei cosiddetti professionisti della strada.
A lanciare l'allarme è un’approfondita analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre. Secondo il report, dall’inizio delle recenti tensioni belliche nel Golfo Persico, il prezzo del gasolio ha fatto registrare un balzo in avanti del 20,9%, traducendosi in un aumento netto di ben 36 centesimi al litro. Una stangata che si abbatte direttamente su chi del volante fa il proprio strumento quotidiano di lavoro.
In Molise la platea investita dall'emergenza caro-carburante conta complessivamente 1.199 attività e professionisti:
💼 Agenti di commercio: 685 professionisti (costretti a frequenti e lunghi spostamenti quotidiani per le vendite).
🚛 Autotrasportatori e traslocatori: 465 imprese (piccole aziende di trasporto merci in conto terzi).
🚕 Tassisti e Noleggio con conducente (NCC): 49 attività.
Numeri che, sottolinea la CGIA, pesano enormemente sulla tenuta economica regionale, caratterizzata da micro-aziende e "padroncini" che spesso non hanno il potere contrattuale per scaricare i maggiori costi sul cliente finale, col rischio di dover cessare l'attività. A rendere il quadro ancora più critico è l'inadeguatezza delle misure compensative attualmente in vigore. La CGIA evidenzia infatti che il credito d'imposta da 320 milioni di euro varato dal Governo per calmierare le accise sul diesel:
Riguarda appena il 22% dei mezzi pesanti circolanti in Italia.
Esclude d'ufficio furgoni, veicoli leggeri, taxi, NCC e auto aziendali degli agenti di commercio, in quanto riservato ai soli tir merci in conto terzi sopra le 7,5 tonnellate e di categoria Euro V o superiore.
Di fronte a margini d'accumulo ormai azzerati dall'inflazione e dalla concorrenza sleale dei non autorizzati, la CGIA lancia un appello urgente all'Unione Europea: occorre autorizzare gli Stati membri a ridurre in modo strutturale e temporaneo le imposte sui prodotti energetici, riproponendo il modello di taglio delle accise adottato nelle prime fasi della crisi ucraina per salvare le imprese di trasporto dal fallimento.









