I giudici amministrativi bloccano il taglio previsto dal Programma Operativo 2026/2028: riscontrato un "evidente difetto di istruttoria". Soddisfatto il sindaco Piero Castrataro: «Messa in pericolo la vita di partorienti e nascituri. La politica dei tagli ha fallito». Udienza di merito il 24 febbraio 2027.

ISERNIA – Giù le mani dal Punto Nascita dell'ospedale "Ferdinando Veneziale". Con un'apposita ordinanza cautelare, il collegio giudicante del TAR Molise (presieduto dal giudice Orazio Ciliberti, con Sergio Occhionero nel ruolo di giudice relatore) ha accolto la richiesta di sospensiva presentata contro le disposizioni di chiusura del reparto contenute nel nuovo Programma Operativo Sanitario 2026/2028.
Il ricorso principale era stato promosso dal Comune di Isernia, a cui si sono affiancati in giudizio la Provincia di Isernia e i Comuni di Venafro e Sesto Campano, tutti rappresentati e difesi dagli avvocati Michele Lioi e Stefano Viti. A dare l'annuncio della decisione dei giudici amministrativi è stato il sindaco pentro, Piero Castrataro.
L'ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale stronca la linea della Struttura Commissariale, censurando le basi tecniche su cui era stata disposta la cancellazione del servizio maternità. I magistrati hanno ravvisato un evidente difetto di istruttoria e di motivazione, censurando il mancato approfondimento sulle deroghe normative concedibili e sulla particolare conformazione orogeografica dell'Alto e Medio Molise.
I giudici hanno così ribadito quanto già espresso nel decreto monocratico dello scorso 15 luglio, confermando il concreto rischio di danno grave e irreparabile per le partorienti e i neonati, per i quali la tempestività di accesso alle cure rappresenta un fattore vitale. L'udienza di merito per la discussione finale del ricorso è stata fissata per il 24 febbraio 2027.







