Il procedimento della DDA di Campobasso, che coinvolge 44 indagati tra cui il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, è stato nuovamente posticipato a causa di un legittimo impedimento.

CAMPOBASSO — L'udienza preliminare dell'inchiesta "Memory", coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), registra un nuovo stop. Il gup del Tribunale di Campobasso, Silvia Lubrano, ha disposto un ulteriore rinvio a causa del legittimo impedimento di uno dei legali impegnati nel processo. La data è stata fissata al 3 dicembre, segnando così il quarto slittamento complessivo per l'avvio del vaglio preliminare.
Al centro delle indagini ci sono vicende collocate temporalmente tra il 2020 e il 2023. Le accuse, mosse a vario titolo nei confronti di 44 indagati tra amministratori pubblici, professionisti e imprenditori, riguardano:
La gestione e lo smaltimento dei rifiuti
Irregolarità negli appalti pubblici
Presunti episodi di corruzione e rapporti illeciti con la società Energia Pulita
Reati più gravi contestati ad alcuni imputati, tra cui associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga.
Tra i nomi al centro del procedimento figura anche il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, il quale all'epoca dei fatti contestati ricopriva la carica di sindaco di Termoli.
La posizione del governatore — indagato per corruzione e assistito dagli avvocati Mariano Prencipe e Giuseppe Stellato — risulta distinta rispetto ai reati di stampo associativo addebitati ad altri indagati, inserendosi all'interno di un filone d'indagine autonomo della vicenda giudiziaria.







