Quasi 48 milioni di euro nelle casse regionali, ma la misura prevista dal Governo per il 2027 apre il dibattito sulla compensazione dei fondi per la spesa pubblica.

CAMPOBASSO — Un tesoretto da quasi 48 milioni di euro. È il bilancio complessivo riscosso dalla Regione Molise nel 2025 grazie al bollo auto, frutto della combinazione tra la gestione ordinaria e le efficaci attività di verifica e controllo. Una cifra importante che fotografa con chiarezza il peso economico di questa tassa sui conti regionali, soprattutto alla luce della recente misura annunciata dal Governo che prevede la sospensione del pagamento per il 2027 sulle auto fino a 80 kW e sui motoveicoli.
Entrando nel dettaglio dei dati diffusi dal Sistema informativo sulle operazioni degli Enti pubblici e riportati dall'Ansa, la composizione del gettito dello scorso anno evidenzia due binari principali:
Gestione ordinaria: circa 32 milioni di euro incassati direttamente dalla tassa automobilistica.
Attività di verifica e controllo: ben 15,6 milioni di euro recuperati grazie alle azioni di accertamento.
Nel complesso, il 2025 si è chiuso con un incremento di circa 7 milioni di euro rispetto al 2024, una crescita spinta in modo determinante proprio dal potenziamento dei controlli fiscali.
Lo stop al pagamento ipotizzato per il 2027 rischia di incidere in modo sensibile sul bilancio molisano, considerando l'ampiezza della platea coinvolta: si parla di 126.750 contribuenti e di ben 187.153 veicoli con una potenza inferiore agli 80 kW. Il provvedimento, lo ricordiamo, sarà limitato al solo anno 2027 e riguarderà un solo veicolo per ciascun contribuente in possesso di specifici requisiti.
Se da un lato la misura rappresenterà un sollievo economico per automobilisti e motociclisti, dall'altro apre interrogativi rilevanti per la gestione dei conti pubblici regionali. Il bollo auto, configurandosi come un'imposta sul possesso, non finisce infatti per finanziare unicamente la manutenzione di strade e viabilità, ma contribuisce in modo trasversale alla copertura della spesa pubblica complessiva, sostenendo capitoli cruciali come la sanità, il trasporto pubblico, le infrastrutture e la tutela del territorio.
Per evitare contraccolpi sui servizi offerti ai cittadini, il Governo ha tuttavia previsto un fondo di ristoro, annunciando il trasferimento di un totale di 2,29 miliardi di euro destinato alle Regioni e alle Province autonome per compensare interamente il mancato gettito.







