Nuove audizioni a Campobasso per fare luce sulla morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita. Cresce l'attesa per i risultati dei reperti analizzati a Berlino.

CAMPOBASSO — Ripresi oggi negli uffici della Questura di Campobasso gli interrogatori relativi al caso di cronaca noto come il "giallo di Pietracatella". Gli investigatori della Squadra Mobile stanno risentendo diverse persone informate sui fatti nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Larino per fare piena luce sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e di sua figlia Sara Di Vita, decedute a causa di un avvelenamento da ricina.
Poco dopo le ore 10, il fratello di Antonella e sua moglie si sono presentati in Questura, trattenendosi negli uffici per circa due ore. Questo nuovo ciclo di audizioni fa seguito alle convocazioni dei giorni scorsi, che avevano visto sfilare davanti agli inquirenti Laura Di Vita — cugina di Gianni Di Vita, l'infermiere che aveva somministrato le flebo a domicilio nei giorni precedenti ai malori — e la moglie dell'operatore sanitario, insegnante e legata da un forte rapporto di amicizia con la famiglia delle vittime.
Al momento, l'inchiesta della Procura di Larino procede contro ignoti con l'ipotesi di reato di duplice omicidio aggravato dall'utilizzo di sostanze venefiche.
L'attenzione generale è ora rivolta al imminente deposito della consulenza tecnica affidata al prestigioso Robert Koch Institut di Berlino. Gli esperti tedeschi stanno esaminando ben 131 reperti sequestrati all'interno dell'abitazione della famiglia Di Vita a Pietracatella, alla ricerca di tracce definitive di ricina. Stando alle indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, l'analisi scientifica avrebbe già permesso di individuare elementi ritenuti di grande importanza per le indagini.







