Approvata la mozione per la revisione delle AIA, il monitoraggio pubblico indipendente e nuove misure contro l'inquinamento atmosferico. Stimate tra le 25 e le 30 morti l'anno legate al particolato.

CAMPOBASSO – Svolta unanime in Consiglio regionale per l'emergenza ambientale nella Piana di Venafro. Nel corso della seduta odierna, l'aula ha approvato a pieno titolo la mozione bipartisan – firmata da undici consiglieri di schieramenti differenti – per il "Rafforzamento strutturale delle misure di tutela ambientale e sanitaria" nel territorio venafrano.
L'atto d'indirizzo punta a fronteggiare una situazione definita non più ipotetica ma documentata: un rischio sanitario concreto confermato da oltre quindici anni di sforamenti sistematici dei limiti di PM10, dalla violazione cronica dei valori del Benzopirene (cancerogeno certo per l'uomo) e da dati epidemiologici allarmanti che stimano tra i 25 e i 30 decessi annui attribuibili all'inquinamento da particolato nell'area.
I punti chiave del provvedimento
Revisione di AIA e AUA: Entro trenta giorni, il Presidente della Giunta e l'assessore competente dovranno avviare il riesame delle autorizzazioni per gli impianti industriali della zona, con priorità assoluta per il cementificio Colacem e il termovalorizzatore HerAmbiente di Pozzilli.
Limiti più rigidi: Vengono richieste soglie emissive stringenti per NOx, polveri, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e Benzo(a)pirene, considerando il peso dei 672 tonnellate annue di ossidi di azoto ancora imputabili al solo cementificio (oltre il 75% del totale industriale).
Monitoraggio pubblico e trasparente: Arpa Molise dovrà garantire il controllo in tempo reale delle emissioni attraverso una piattaforma open data finanziata applicando il principio "chi inquina paga" alle aziende.
Governance e Tavolo permanente: Istituzione di un organismo di coordinamento che vedrà seduti allo stesso tavolo Regione, Arpa, Asrem, CNR, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, Comuni e rappresentanze civiche, dando seguito allo studio epidemiologico avviato nel 2019.
L'intervento legislativo si inserisce in un quadro che richiama la convenzione siglata a suo tempo con il CNR di Pisa e fa leva sullo stanziamento di circa 6 milioni di euro di fondi FSC, di cui 1,2 milioni specificamente destinati al potenziamento della strumentazione tecnica in dotazione all'Arpa.
L'obiettivo dichiarato è invertire una rotta segnata da eccessi di patologie cardiovascolari e respiratorie nella popolazione residente, garantendo finalmente quel diritto alla salute e alla trasparenza informativa invocato da anni dai cittadini della Piana.








