Al tribunale di Campobasso la requisitoria della Dda: pesanti accuse per l’associazione mafiosa, estorsione e spaccio. Verso la sentenza a gennaio.

CAMPOBASSO - Il processo nato dall’inchiesta antimafia "Piazza Pulita" è giunto a un nodo cruciale. A cinque anni dalla prima udienza, il pubblico ministero Elisa Sabusco ha avanzato le richieste di condanna per i 35 imputati coinvolti nell’indagine sul traffico di stupefacenti nel Matese e nell'area di Bojano.
Le richieste dell’accusa e le accuse chiave
Durante l'udienza in tribunale a Campobasso, per 34 imputati sono state chieste pene comprese tra i 6 e i 22 anni di reclusione, mentre per una sola posizione è stata sollecitata l'assoluzione. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, aveva portato nel 2020 a un imponente spiegato di forze di Carabinieri e Guardia di Finanza per smantellare una fitta rete dedita al traffico di cocaina, eroina e hashish. Tra le accuse figurano l'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, l'estorsione e le minacce con l'aggravante del metodo mafioso, oltre alla detenzione di armi e al riciclaggio. L'inchiesta aveva inoltre evidenziato il tentativo di infiltrazione nel territorio molisano da parte di soggetti legati alla criminalità organizzata campana, in particolare al clan Rega.
La difesa e i prossimi passaggi giudiziari
Nel corso dell'udienza, dopo la requisitoria dell'accusa, sono intervenute le parti civili e i primi avvocati della difesa. I legali hanno contestato la sussistenza dell’associazione a delinquere, chiedendo di ricondurre i fatti al reato di spaccio di stupefacenti. Il calendario delle udienze prevede un nuovo incontro il 25 novembre per le arringhe degli altri difensori, prima che il collegio giudicante si avvii verso la decisione finale, con sentenza fissata per il 13 gennaio.







