Analisi shock sui dati Istat e BesT: stipendi più bassi di 5.000 euro rispetto alla media, fuga dei laureati e fondi europei "al palo". Isernia traina, Campobasso arranca.

CAMPOBASSO – Un mercato del lavoro frammentato, stipendi "leggeri" e una fuga di cervelli che sembra inarrestabile. È questa la fotografia scattata dalla Uil Molise analizzando gli ultimi dati Istat e BesT 2025. Se l'Italia prova a correre con un tasso di occupazione al 62,8%, il Molise arranca poco sotto (62,1%), ma è scavando nella qualità dell'impiego che emergono le crepe più profonde di un sistema in affanno.
In Molise il lavoro è diventato un "intermittente" di lusso. I dati raccontano di una realtà dove la continuità è un miraggio:
Il divario salariale: Un lavoratore molisano guadagna in media 18.162 euro l'anno, ovvero ben 5.468 euro in meno rispetto alla media nazionale.
Meno giorni in ufficio: La quota di giornate retribuite è ferma al 74,9% (contro il 78,9% dell'Italia), segno di un precariato che mangia i mesi sul calendario.
Le due province: Esiste un Molise a due velocità. Isernia tiene botta con un tasso di occupazione al 66,2%, mentre Campobasso scivola pericolosamente al 60,6%.
La vera emergenza sociale riguarda le nuove generazioni. Il tasso di occupazione giovanile (15-29 anni) è un desolante 24,8%, quasi 10 punti sotto il resto del Paese.
L'esercito dei Neet: Il 19% dei ragazzi non studia e non lavora. Dato ancora più allarmante: oltre un terzo dei giovani (37,7%) ha smesso persino di cercare un impiego.
Fuga di cervelli: Il Molise perde 40 laureati ogni mille residenti. Un'emorragia di competenze che svuota il futuro del territorio.
Mamme al bivio: Solo il 15% dei bambini ha accesso ai servizi per l'infanzia. Senza asili, l'occupazione femminile resta un miraggio o una scelta forzata tra carriera e famiglia.
Mentre le regioni vicine come Puglia e Campania spendono, il Molise sembra paralizzato. Al 31 agosto 2025, la spesa dei fondi Fesr era quasi immobile. A fine anno sono stati pagati 30 milioni (appena il 10% della dotazione), lasciando sul tavolo il rischio concreto di perdere milioni di euro a causa della burocrazia lenta. Per la Uil Molise non c'è più tempo per i rinvii. Serve una semplificazione radicale delle procedure e un rafforzamento degli uffici regionali. "Bisogna dare risposte concrete", avverte il sindacato, "perché senza lavoro stabile e servizi, il Molise continuerà a esportare i suoi figli migliori".






