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🧬 Tragedia di Pietracatella: il sangue di Sara e Antonella vola in Svizzera. Caccia al killer invisibile

2026-02-03 15:45

Redazione

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🧬 Tragedia di Pietracatella: il sangue di Sara e Antonella vola in Svizzera. Caccia al killer invisibile

🧪 Una rete di laboratori per un unico sospetto

Analisi internazionali per risolvere il giallo delle due morti a Natale. Sotto la lente tossine rare, batteri killer e le procedure del Cardarelli.

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CAMPOBASSO – Il mistero che avvolge la morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, varca i confini nazionali. Parte dei campioni ematici prelevati alle due donne, decedute tra il 27 e il 28 dicembre dopo un'agonia iniziata durante le festività, sono stati spediti in Svizzera. Ad attenderli, un centro di tossicologia d’eccellenza mondiale che cercherà tracce di sostanze rare o contaminanti che i laboratori italiani non sono ancora riusciti a isolare.

Il caso di Pietracatella è diventato un rompicapo scientifico che vede impegnati i massimi esperti del settore. Il coordinamento è affidato al professor Carlo Locatelli dell’Istituto ‘Maugeri’ di Pavia, consulente della Procura di Campobasso, ma la "caccia" coinvolge diversi poli:

Svizzera: Test su sostanze contaminanti ultra-specifiche e veleni rari.

Pavia (Maugeri): Screening tossicologico clinico.

Bari: Approfondimento istologico sui campionamenti degli organi effettuato lo scorso 28 gennaio.

Teramo (Istituto Zooprofilattico): Analisi su 19 campioni di cibo sequestrati nella cucina della famiglia (sotto sigilli dal giorno del dramma).

La Squadra Mobile, guidata dalla Procura, non esclude alcuna via. Il decesso avvenuto a poche ore di distanza l'una dall'altra suggerisce un evento comune, verificatosi presumibilmente tra il 22 e il 23 dicembre.

Intossicazione alimentare: Un batterio o una tossina (come il botulino o simili) annidati in uno dei pasti casalinghi.

Avvelenamento accidentale: Contaminazione chimica involontaria di alimenti o acqua.

Virus/Batterio killer: Un'aggressione patogena fulminante che ha trovato terreno fertile nell'organismo di madre e figlia.

Oltre alle cause naturali o accidentali, l'inchiesta punta i riflettori sulla gestione sanitaria. Sara e Antonella si erano presentate al Pronto Soccorso il 25 e il 26 dicembre con violenti sintomi gastrointestinali. Furono dimesse, per poi tornare in condizioni disperate poche ore dopo. La Polizia sta raccogliendo testimonianze e cartelle cliniche per verificare se le procedure siano state corrette o se una diagnosi più tempestiva avrebbe potuto cambiare il destino della famiglia. Mentre i superstiti della famiglia, Gianni Di Vita e la figlia Alice, vivono lontano dalla loro abitazione (ora nel Nucleo antisettico dopo le dimissioni dallo Spallanzani), Pietracatella attende risposte. L'incrocio tra i risultati svizzeri, le analisi sui cibi e gli esami istologici della dottoressa Benedetta De Luca dovrebbe finalmente dare un nome al "killer" che ha distrutto una famiglia durante le feste di Natale.