Il Sindaco di Isernia, alla sua quarantesima notte di protesta, lancia l'allarme: revisori contro il bilancio dell'Azienda Sanitaria e "no" dei Commissari ai bonus per i nuovi medici.

ISERNIA – La tenda è ancora lì, piantata davanti all’ospedale "Veneziale", e con essa la determinazione di Piero Castrataro. Il sindaco di Isernia taglia il traguardo della quarantesima notte di presidio con un video-messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: la sanità molisana sta colando a picco sotto il peso di conti che non tornano e muri burocratici invalicabili.
La prima tegola è finanziaria. Il Collegio dei revisori ha espresso parere contrario al bilancio preventivo 2026 dell'Asrem. Una bocciatura che Castrataro definisce "l'attestazione di un fallimento sistemico".
I numeri: Prevista un'ulteriore perdita di oltre 19 milioni di euro.
Le motivazioni: Secondo i revisori, le previsioni non sono attendibili né coerenti con i finanziamenti e le direttive regionali.
Il commento: "Si continua a generare debito — attacca il sindaco — mentre ogni proposta di risparmio viene ignorata".
La seconda notizia, se possibile, è ancora più paradossale. Il Comune di Isernia aveva proposto di finanziare con fondi propri delle indennità aggiuntive per rendere i concorsi più attrattivi e portare nuovi medici in corsia. Un modo per tagliare i costi dei costosissimi "gettonisti".
La risposta della struttura commissariale? Bocciata. I Commissari si sono trincerati dietro un presunto obbligo di estendere il bonus a tutto il personale già in organico, nonostante il Comune avesse portato come prova il "modello Toscana", dove iniziative simili sono già realtà.
"Sorge il dubbio che qualcuno non voglia davvero risolvere il problema", denuncia Castrataro. "Siamo pronti a investire i soldi dei cittadini di Isernia per salvare l'ospedale, generando un risparmio per Asrem, ma troviamo solo un muro di gomma".
Castrataro non si arrende. Il prossimo passo sarà scavalcare i vertici locali:
Lettera al Tavolo Tecnico nazionale: Il sindaco scriverà direttamente a Roma per un parere tecnico sulla fattibilità della proposta.
Sfida ai tecnici: "Voglio che siano loro a dirci se la salute dei molisani deve soccombere per un cavillo burocratico".
La resistenza: La tenda resta al suo posto. Non più solo come protesta, ma come laboratorio di proposte.






