Presentato in Regione il maxi-progetto di interconnessione idrica. Una rete strategica per l'agricoltura delle Piane Alte e del Basso Molise. Sabusco: «Acqua al servizio dei nostri territori».

CAMPOBASSO – L’acqua come risorsa da custodire e, soprattutto, da far circolare. È questo il cuore del progetto di interconnessione tra gli invasi del Liscione e del Finocchito, presentato ieri a Palazzo Vitale durante un vertice istituzionale che ha riunito il Presidente Francesco Roberti, l’assessore Marone, i tecnici regionali e i sindaci di una vasta area che va da Venafro a Larino, fino ai confini pugliesi.
L’opera non è solo un’infrastruttura idraulica, ma una vera e propria "assicurazione sulla vita" per l'economia agricola regionale in un'epoca di cambiamenti climatici estremi.
Uno dei pilastri dell'intervento riguarda il completamento del comprensorio irriguo che abbraccia Rotello, Santa Croce di Magliano e San Martino in Pensilis. Per anni gli agricoltori di queste zone hanno atteso infrastrutture capaci di garantire continuità produttiva. Il consigliere regionale Massimo Sabusco, tra i principali sostenitori dell'opera, ha evidenziato come l’interconnessione permetterà di:
Difendere il reddito: Dare certezze agli agricoltori significa proteggere migliaia di posti di lavoro.
Efficientamento: Ridurre drasticamente gli sprechi idrici e superare le storiche frammentazioni della rete.
Competitività: Rendere il sistema agroalimentare molisano più solido sui mercati.
A differenza di grandi opere del passato, il progetto Liscione-Finocchito punta sulla sostenibilità e sull'equità territoriale. Due i punti chiave sottolineati durante l'incontro:
Meccanismo di ristoro: Previste misure di compensazione ambientale per i territori che ospitano le infrastrutture.
Solidarietà istituzionale: Una gestione dei costi condivisa tra Regione e Comuni per evitare che il peso dell'opera ricada su pochi.
«Non è un'opera calata dall'alto – ha ribadito Sabusco – ma un percorso che distribuisce in modo equo benefici e responsabilità». L’ampio fronte di sindaci presenti (da Guardialfiera a Venafro, passando per Casacalenda e Palata) testimonia la consapevolezza che il futuro del Molise passi dalla capacità di gestire l'oro blu. Il traguardo è ambizioso: trasformare il sistema idrico regionale in una leva di sviluppo moderno, capace di guardare oltre i confini regionali pur mantenendo il controllo della risorsa primaria per i propri cittadini.






